Batteri contrastano antibiotici dividendosi più lentamente

Enzima PpnN si lega al pppGpp e accelera la conversione di guanilato (GMP) nei suoi costituenti ribosio-5-fosfato e guanina (credito: Ditlev E. Brodersen/AU)

Come fanno i batteri a diventare “superbatteri” e ad evitare l’azione degli antibiotici! Uno dei metodi principali che utilizzano, secondo una nuova ricerca pubblicata su Molecular Cell, sta nella produzione, da parte degli stessi batteri, in presenza dell’antibiotico di una specifica molecola grazie alla come riescono a dividersi più lentamente e a risparmiare energia. In questo modo i danni ai batteri apportati dall’antibiotico risulteranno minori.

Secondo i ricercatori dell’Università di Aarhus, che hanno collaborato con colleghi dell’Università di Copenaghen e dell’Università Tecnica ETH di Zurigo, i batteri riescono a ridurre in maniera molto rapida il loro tasso di divisione cellulare quando vengono esposti agli antibiotici in modo da mantenere la massima tolleranza possibile.
Quando l’antibiotico sparisce viene rimosso, ricomincia poi a ricrescere rapidamente.

Questo processo viene attivato e mediato da un particolare enzima presente all’interno dei batteri. Questo enzima salva l’energia molecolare nel DNA cellulare, energia che poi può essere utilizzata per una rapida ricrescita quando il trattamento antibiotico viene interrotto.
Ad aiutare l’attività dell’enzima è una specifica molecola di stress denominata (p)ppGpp, una molecola che permette una risposta immediata alla prima presenza dell’antibiotico.

I ricercatori sperano che questa nuova conoscenza possa aiutare a realizzare antibiotici più efficaci o anche un tipo completamente nuovo di antibiotico che possa impedire ai batteri di mettere da parte questa energia e di utilizzarla per ricrescere rapidamente quando l’antibiotico non è più presente.

Fonti e approfondimenti

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