Batteri della tosse convulsa sempre più resistenti ad antibiotici e abili nel nascondersi

Bordetella pertussis (credito: Nathan Reading, CC BY- 2.0, via Wikimedia Commons)

I batteri della tosse convulsa, definita anche pertosse, stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici e sempre più intelligenti nel colonizzare il corpo, anche quello vaccinato.
È questo il risultato a cui è giunto un nuovo studio condotto da ricercatori dell’Università del Nuovo Galles del Sud che mostra ancora una volta il livello di gravità dei cosiddetti “superbatteri”, ossia batteri che si evolvono per resistere sempre più agli antibiotici.

Attualmente esiste un vaccino per la pertosse, una malattia respiratoria contagiosa che può avere effetti gravi soprattutto per i bambini.
Tutti i bambini che hanno meno di sei mesi, infatti, sono troppo piccoli per essere vaccinati e dunque sono a rischio più alto degli altri di contrarre questa malattia.

Si tratta di una malattia che può anche produrre epidemie: dal 2008 al 2012 ce n’è stata una in Australia che ha coinvolto oltre 140.000 casi con un picco di 40.000 casi solo nell’anno 2011.
Proprio allora ci si rese conto dell’esistenza di diversi ceppi che stavano diventando sempre più resistenti agli antibiotici, Finanche al vaccino.

Nell’ultimo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Vaccine, i ricercatori hanno mostrato che questi ceppi in evoluzione si sono modificati, generazione dopo generazione, per sopravvivere sempre meglio nel corpo ospitante, in maniera indipendente anche dalla stessa vaccinazione.
I batteri Bordetella pertussis sembrano produrre maggiori legami nutrizionali e maggiori proteine di trasporto nonché un più piccolo quantitativo di proteine immunogeniche.

In sostanza, come spiega Laurence Luu, primo autore dello studio e microbiologo, i batteri della tosse convulsa eludono sempre più facilmente il sistema immunitario umano in quanto producono sempre meno proteine riconosciute dal nostro corpo.
Sono sempre più abili nel nascondersi e nell’alimentarsi, cosa che li ha trasformati in “superbatteri”.

Secondo i ricercatori c’è bisogno di un nuovo vaccino dato che con quello attuale l’immunità diminuisce rapidamente. Il nuovo vaccino dovrebbe essere introdotto nei prossimi 5-10 anni, periodo durante il quale gli stessi ricercatori dovranno comprendere in misura maggiore la biologia dei batteri della tosse convulsa e quali proteine sono quelle più importanti per i batteri stessi.

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