Batteri mangiaplastica, se ne scoprono sempre di più

Uno studio recente pubblicato su Communications Biology[1] rivela che sono diversi i batteri chepossono degradare la plastica, offrendo nuove speranze nella lotta all’inquinamento da plastica. La dottoranda Jo-Anne Verschoor dell’Università di Leida ha scoperto che quasi il 20% dei ceppi batterici da lei studiati potrebbero scomporre la plastica in condizioni specifiche.

Nuove intuizioni su batteri e degradazione della plastica

Lo studio si concentra su come alcuni degli organismi più piccoli sulla Terra potrebbero svolgere un ruolo importante nell’affrontare l’inquinamento da plastica. La ricerca di Verschoor mostra che un numero significativo di batteri può scomporre la plastica in piccole particelle riciclabili. Utilizzando una raccolta diversificata di batteri Streptomyces, comunemente utilizzati per la ricerca sugli antibiotici, ha scoperto che circa il 18% di questi ceppi di batteri potrebbe degradare la plastica PET se posto nelle giuste condizioni.

Scoperte chiave negli esperimenti di laboratorio

Gli esperimenti di Verschoor prevedevano l’esposizione dei batteri a varie sostanze per osservare la loro capacità di degradare la plastica. Ha notato che le condizioni esterne influenzavano notevolmente l’attività batterica. Ad esempio, i batteri hanno bisogno di un incentivo per scomporre la plastica, in modo simile a come gli esseri umani hanno bisogno di motivazione per compiti che richiedono molto sforzo. Aggiungendo pezzi di plastica alle piastre batteriche, ha visto una degradazione significativa quando i batteri erano “affamati”.

Potenziale per applicazioni su larga scala

Le scoperte di Verschoor suggeriscono che il potenziale per l’uso di batteri nel riciclaggio della plastica è maggiore di quanto si pensasse in precedenza. Una scoperta significativa è stata che il gene “Lipasi A” svolge un ruolo critico in questo processo. Questa ricerca apre la strada a futuri metodi di riciclaggio su larga scala che utilizzano batteri, come dimostrato da aziende come Carbios, che stanno già sperimentando enzimi batterici per il riciclaggio della plastica su larga scala.

FAQ

Qual è la scoperta principale dello studio?

La scoperta principale è che quasi il 20% dei ceppi batterici studiati possono degradare la plastica.

Quali batteri sono stati usati nella ricerca?

Sono stati usati batteri del genere Streptomyces, noti per la loro capacità di produrre antibiotici.

Cosa influenza l’attività di degradazione della plastica nei batteri?

Le condizioni esterne sono cruciali; i batteri necessitano di un incentivo, come la fame, per degradare la plastica.

Quale gene gioca un ruolo importante nella degradazione della plastica?

Il gene “Lipase A” è fondamentale per la degradazione della plastica nei batteri studiati.

Quanti ceppi batterici sono stati in grado di degradare la plastica?

Circa il 18% dei ceppi batterici studiati sono stati in grado di degradare la plastica.

Come potrebbero essere utilizzati questi batteri su larga scala?

Questi batteri potrebbero essere utilizzati nel riciclaggio della plastica, come dimostrato dalla sperimentazione di aziende come Carbios.

Quali sono gli enzimi coinvolti nella degradazione della plastica?

Gli enzimi coinvolti includono Lipase A e altre varianti conservate nei batteri Streptomyces.

Qual è il prossimo passo nella ricerca?

Il prossimo passo è l’ottimizzazione degli enzimi per migliorare l’efficacia della degradazione della plastica su larga scala.

Approfondimenti

  1. Polyester degradation by soil bacteria: identification of conserved BHETase enzymes in Streptomyces | Communications Biology
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