Batteri possono rilasciare elettroni, ecco un nuovo dispositivo per capire meglio il fenomeno

Il transistor elettrochimico organico utilizzato da ricercatori con i batteri Shewanella oneidensis (credito: Thor Balkhed)

I batteri possono rilasciare elettroni attraverso un fenomeno conosciuto come trasferimento di elettroni extracellulari. Questo fenomeno viene sfruttato attualmente in diversi dispositivi elettrochimici per applicazioni varie, dalladecorazione dell’acqua fino alle celle a combustibile. D’altronde utilizzare batteri viene considerato come un metodo ecologico per convertire l’energia chimica in preziosa elettricità.

Onde misurare e studiare in dettaglio questo fenomeno, e anche per utilizzarlo al meglio, un team di ricercatori dell’Università di Linköping ha sviluppato un transistor elettrochimico organico che hanno testato con il batterio Shewanella oneidensis, uno dei batteri più utilizzati in questo campo di ricerca.

Depositando questi batteri su uno dei microelettrodi del dispositivo, i ricercatori erano in grado di studiare con dettaglio senza precedenti cosa accadeva quando varie sostanze venivano applicate al dispositivo stesso.
I risultati di questo studio sono stati pubblicati su Science Adva nces.

“Abbiamo dimostrato che siamo in grado di rilevare differenze minime nel trasferimento di elettroni extracellulari, in altre parole la quantità di carica rilasciata dai batteri. Un altro vantaggio è che possiamo ottenere tempi di risposta molto brevi e ottenere un segnale stabile entro dieci minuti”, spiega Gábor Méhes, un nuovo degli autori dello studio.

Lo studio potrebbe essere utile anche per comprendere le reazioni chimiche che avvengono durante alcune patologie gastrointestinali oltre che per ottimizzare gli stessi sistemi elettrochimici che si servono di batteri per raccogliere l’energia elettrica.

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