Batteri semisintetici possono produrre proteine artificiali

Credito: DOI: 10.1021/jacs.9b02075, 2019 American Chemical Society

Sebbene gli scienziati siano sostanzialmente lontani dal creare la vita in laboratorio, ogni tanto escono fuori notizie riguardo a mirabili progressi nella genetica e nella microbiologica applicate proprio al campo della vita sintetica.

È questo il caso delle un nuovo studio apparso sul Journal of the American Chemical Society che racconta le modalità che Lingjun Li, Floyd Romesberg e colleghi hanno usato per creare “organismi semi-sintetici che hanno un codice genetico espanso”, come viene riferito nell’articolo di presentazione sul sito dell’American Chemical Society.

Un codice genetico di quattro lettere è utilizzato da tutte le forme di vita sulla Terra per immagazzinare le informazioni. Già in passato i ricercatori hanno realizzato nucleotidi sintetici i quali possono essere accoppiati e possono essere inseriti nei geni dei batteri.
Tuttavia questi ultimi non possono utilizzare queste sequenze sintetiche in maniera efficace come invece avviene con le sequenze naturali.

È per questo che i ricercatori hanno voluto creare un’ottimizzazione di queste basi sintetiche onde rendere più efficiente la produzione delle proteine.
Hanno quindi eseguito vari test per vedere quale combinazione di coppie di basi artificiali nell’Escherichia coli fosse più efficiente ed hanno prodotto livelli più alti di una proteina.
I ricercatori hanno quindi dimostrato, per la prima volta, che un organismo semisintetico può produrre una proteina contenente multipli amminoacidi innaturali.

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