Batteria zinco-aria, finalmente raggiunta efficienza ottimale grazie a nuovo elettrolita

Alla base dei nuovi progressi c'è un nuovo elettrolita acquoso non alcalino che permette di rendere più efficienti le batterie zinco-aria (credito: WWU - MEET (Judith Kraft))

Nuove speranze per l’avvento di una batteria zinco-aria arrivano da un nuovo studio condotto da un team di ricercatori guidato dallo scienziato Wei Sun del MEET Battery Research Center, l’Università di Muenster.
Il team ha infatti pubblicato gli ultimi risultati raggiunti in un nuovo studio che tra l’altro erano coinvolti anche scienziati dell’Università Fudan di Shanghai e dell’Università di Scienza e Tecnologia di Wuhan.

È lo stesso Sun a descrivere i nuovi progressi: “Il nostro innovativo elettrolita non alcalino introduce una chimica perossido di zinco reversibile (ZnO2)/O2 precedentemente sconosciuta nella batteria zinco-aria”.
In pratica il nuovo elettrolita acquoso non alcalino si basa su un particolare tipo di sale, denominato trifluorometansolfonato di zinco, che apporta dei vantaggi che secondo il team i ricercatori risultano decisivi. Tra questi ci sono una maggiore efficienza dell’utilizzo dell’anodo di zinco e generare una maggiore stabilità a livello chimico ed una maggiore reversibilità elettrochimica.

Questo significa che le tanto agognate, almeno da una parte del settore, batterie zinco-aria potrebbero funzionare più a lungo a temperatura ambiente (gli stessi ricercatori prevedono funzionamenti di 1600 ore).
Con questa maggiore densità di energia, ora la batteria zinco-aria potrebbe rivaleggiare con la batteria agli ioni di litio, la tipologia di batteria che attualmente domina ancora il mercato.
O perlomeno potrebbe essere una tecnologia alternativa con i suoi vantaggi tra cui un maggior rispetto per nell’ambiente, una sicurezza più elevata e forse anche costi più bassi, come lascia intendere lo stesso Sun. Tuttavia ulteriori ottimizzazioni andranno perseguite prima di una vera commercializzazione della batteria zinco-aria.

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