Batterio decima popolazioni di zanzare che trasportano virus della dengue

Batterio Wolbachia (In rosso) all'interno di cellule di zanzara (in blu) (credito: Cassandra Koh / Monash University)

Un gruppo di ricerca sta testando un nuovo metodo per contrastare la diffusione dei virus da parte delle zanzare. Queste ultime possono essere infatti responsabile della diffusione di gravi malattie, quali la febbre gialla, la febbre dengue e il virus Zika.

Una ricerca condotta da Beth McGraw, professoressa di entomologia presso l’Università statale della Pennsylvania, dà nuove speranze riguardo alla possibilità di utilizzare una particolare batterio, denominato Wolbachia, che è presente in circa la metà di tutti gli insetti, per bloccare la replicazione del virus all’interno delle zanzare.

Nell’articolo pubblicato su Virus Evolution si descrive in particolare come questo batterio possa essere utilizzato per bloccare la diffusione della febbre dengue e come il virus sembri non sviluppare resistenza ad esso, almeno negli esperimenti in laboratorio.
Molte zanzare che trasportano questo virus, comunque, non hanno questo batterio e c’è bisogno di un po’ di lavoro in laboratorio per inserirlo all’interno delle cellule di queste zanzare.

Tuttavia una volta effettuato questo passaggio i ricercatori si sono accorti che i virus della dengue cresciuti con il batterio Wolbachia risultavano molto meno efficaci nell’infettare le cellule delle zanzare e avevano una ridotta capacità di replicarsi rispetto ai virus cresciuti senza batterio.

Dato che le popolazioni di zanzare sono molto grandi e che questi sono solo esperimenti fatti in laboratorio su qualche numero ridotto, è possibile comunque che una volta applicato questo metodo in natura il virus rapidamente possa sviluppare una resistenza al batterio.

In ogni caso il fatto che esiste un batterio che blocca quasi del tutto il virus della febbre dengue è un’informazione molto attraente, anche perché questo batterio sembra diffondersi molto rapidamente e molto efficientemente tra le zanzare.

Questo perché causa sui maschi un effetto curioso: quelli che contengono questo batterio non riescono più a riprodursi con le femmine prive del batterio.
Questo significa che i maschi con all’interno delle proprie cellule il batterio impediscono alle femmine prive dello stesso batterio di riprodursi e che ogni generazione di zanzare ha sempre più esemplari contenenti il batterio.

Attualmente sono già in corso diversi rilasci di Wolbachia nelle aree tropicali e subtropicali dove è più presente la zanzara della specie Aedes aegypti, considerato come il principale vettore del virus della dengue.
Questi rilasci serviranno a comprendere se il virus possa realmente sviluppare una resistenza in natura.

Una resistenza che comunque non è stata sviluppata dal virus in laboratorio, una cosa che fa ben sperare, come riferisce la stessa McGraw: “Sono continuamente sorpresa da Wolbachia. Pensavo che avremmo avuto varianti di dengue che avrebbero sviluppato la resistenza: Wolbachia sta facendo un lavoro migliore di quanto mi aspettassi nel controllare la replicazione virale nelle cellule”.

Fonti e approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace”

Commenta per primo

Rispondi