Battito d’ali delle farfalle è efficacissimo, lo studio nella galleria del vento

Argynnis paphia (credito: Per Henningson)

I ricercatori dell’Università di Lund, Svezia, si sono concentrati sull’aerodinamica delle ali delle farfalle dato che il volo di questi insetti volanti è stato un po’il mistero per tutti gli scienziati. Le ali delle farfalle, per esempio, sono sicuramente ed insolitamente grandi rispetto alle dimensioni corporee se si confrontano questi insetti volanti con altri insetti o animali volanti del regno animale ma ciò sembra non creare loro particolari difficoltà, anzi.

I ricercatori, che hanno pubblicato i risultati dei loro studi sul Journal of The Royal Society Interface, ritengono che le farfalle utilizzino una tecnica di battito delle ali efficacissima, una tecnica grazie alla quale, tra l’altro, riescono a decollare in maniera molto rapida. Le farfalle hanno sviluppato queste tecniche di decollo rapido proprio per sfuggire ai predatori.

I ricercatori hanno svolto particolari esperimenti inserendo le farfalle in una galleria del vento e analizzando la loro corsa verso alto. Scoprivano che questi insetti volanti riescono a creare delle “sacche d’aria” quando sbattono le ali. Grazie al battito delle loro ali, espellono l’aria e causano una sorta di getto all’indietro, getto che poi spinge le farfalle nella direzione opposta, ossia in avanti.
Si tratta della prima volta che si testa la teoria del battito delle ali delle farfalle su vere farfalle in volo libero. Lo studio conferma che questi animali hanno un sistema di ali e di battito delle stesse aerodinamicamente molto efficiente.

“Il fatto che le ali siano a coppa quando le farfalle le battono insieme, rende il colpo d’ala molto più efficace. È un meccanismo elegante che è molto più avanzato di quanto immaginassimo ed è affascinante. Le farfalle traggono vantaggio dalla tecnica quando devono prendere rapidamente per sfuggire ai predatori”, spiega Per Henningsson, uno dei ricercatori impegnati negli esperimenti e nello studio insieme al collega Christoffer Johansson.
E, come molto spesso accade quando si studiano i sistemi di locomozione degli insetti e degli animali, queste informazioni potrebbero rivelarsi molto utili per progettare o magari ispirare nuove tecnologie utili per gli esseri umani, in questo caso per il volo di oggetti quali i droni.

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