Beta-carofillene presente in oli essenziali migliora guarigione delle ferite

Un composto chimico che si trova negli oli essenziali di lavanda, rosmarino o ylang ylang, nonché di varie erbe e spezie tra cui il pepe nero, può migliorare la guarigione delle ferite.
È la scoperta effettuata da ricercatori dell’Università dell’indiana secondo i quali il composto, denominato beta-carofillene, migliora il processo di correzione delle ferite nei topi quando viene applicato sulla ferita stessa superficialmente.

Naturalmente una scoperta del genere potrebbe portare a metodi migliori per trattare le ferite e in generale le lesioni cutanee sulla pelle anche negli esseri umani.
Il composto, infatti, sembra aumentare la crescita cellulare e la migrazione delle cellule sulla ferita, caratteristiche che ne accelerano la guarigione. Inoltre lo stesso composto provoca una maggiore espressione genica delle cellule staminali nel follicolo pilifero del tessuto su cui viene applicato.

Lo studio è stato pubblicato su su PLOS ONE . Come spiega Sachiko Koyama, autore corrispondente dello studio, si tratta della prima volta in cui si scopre un composto chimico prelevato da una fonte vegetale che fa guarire le ferite e contemporaneamente cambia l’espressione genica della pelle stessa: “Il modo in cui l’espressione genica è cambiata suggerisce anche non solo una migliore guarigione della ferita, ma anche la possibilità di una minore formazione di cicatrici e un recupero più completo”.

Gli oli essenziali sono sostanze estratte dalle piante e vengono utilizzati da millenni soprattutto per il loro profumo. Tuttavia negli ultimi decenni gli stessi oli essenziali hanno visto una rinascita ed una nuova popolarità anche per quanto riguarda la salute (si parla, per esempio, di aromaterapia). Tuttavia, come mostra questo studio, gli oli essenziali possono funzionare anche da potenti unguenti senza che l’olfatto entri in gioco.

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