Bioetanolo può essere prodotto usando l’acqua di mare

Una stufa funzionante con bioetanolo (credito: Pixabay, CC0)

Il bioetanolo viene utilizzato sempre di più in campo energetico, anche per quanto riguarda i carburanti. Purtroppo non cresce sugli alberi nè lo si trova in natura ma è prodotto tramite un processo di fermentazione delle biomasse.
Questo processo necessita di un significativo quantitativo di acqua dolce (si stima un utilizzo che può superare in taluni casi anche i 9000 litri di acqua dolce consumata per ogni litro di bioetanolo prodotto).

Una nuova ricerca mostra che è possibile però utilizzare anche l’acqua di mare per innescare il processo di fermentazione tramite un nuovo metodo che, se messo in atto a livello globale, potrebbe ridurre di non poco il consumo di acqua dolce, un elemento che dovrebbe essere utilizzato solo per scopi nutrizionali o per la produzione di prodotti alimentari, data la sua crescente scarsità.

L’utilizzo di acqua dolce, tra l’altro, alza anche il prezzo di produzione dello stesso bioetanolo, un combustibile liquido che sta risvegliando gli interessi di molti governi del mondo perché è visto come possibile sostituto, molto meno dannoso, dei più classici carburanti per varie applicazioni.

Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, è stato realizzato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Nottingham. Nello specifico, il microbiologo della School of Biosciences Abdelrahman Zaky ha utilizzato l’acqua di mare prelevata dalla costa del Lincolnshire. Insieme a questa ha utilizzato anche di campioni di lievito marino.

Secondo lo stesso Zaky: “Lo scopo principale della fermentazione marina è quello di introdurre una fonte alternativa di acqua e biomassa per la biotecnologia industriale al fine di ridurre la pressione sull’uso di acqua dolce e terreni arabili, consentendo di dedicare tali risorse alla produzione di alimenti e mangimi riducendo i costi di produzione. La fermentazione marina è l’approccio in cui acqua di mare, biomassa marina e microrganismi marini vengono utilizzati nel processo di fermentazione”.

Fonti e approfondimenti



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