Bombardamento della Luna di 3,9 miliardi di anni fa: ecco da dove provenivano asteroidi

Credito: Dima Zel, Shutterstock

Il bombardamento di asteroidi che ha martoriato la Luna all’incirca 3,9 miliardi di anni fa sarebbe stato causato da residui rimasti a seguito della formazione della Terra. È l’ipotesi supportata da un nuovo studio condotto da un team di ricercatori e pubblicato su Science Advances. Con i loro nuovi calcoli, i ricercatori hanno tentato di risolvere uno dei misteri principali della prima fase di vita della nostra Luna, quello del bombardamento pesante tardivo della Luna.

Intenso bombardamento tardivo

I numerosissimi crateri che vediamo sulla Luna sono stati provocati da impatti di asteroidi. La maggior parte di essi è relativa ad impatti avvenuti all’incirca 3,9 miliardi di anni fa, circa 500 milioni di anni dopo la formazione della stessa Luna. Durante questo periodo c’è stata una concentrazione di impatti sorprendente sulla Luna, come le analisi di reperti lunari hanno dimostrato. Le ipotesi riguardo alla provenienza di questi asteroidi sono ancora contrastanti.

Prima ipotesi: provenienza dall’area esterna del sistema solare

Una delle ipotesi fornite dagli scienziati, dopo lo studio delle rocce lunari riportate sulla Terra a seguito delle prime missioni sulla Luna, vede questi asteroidi provenire dal sistema solare esterno. In questo caso gli asteroidi avrebbero raggiunto la Luna più o meno tutti nello stesso periodo a causa di instabilità gravitazionali di alcuni dei pianeti giganti gassosi del nostro sistema solare.
Se questa ipotesi è quella giusta, il bombardamento allora non deve essere avvenuto solo sulla Luna ma anche sulla Terra e sugli altri pianeti del sistema solare interno (teoria dell’intenso bombardamento tardivo).

Seconda ipotesi: residui della formazione della Terra

Esiste una seconda ipotesi riguardo ai numerosi impatti sulla Luna tutti risalenti a circa 3,9 miliardi di anni fa: gli asteroidi sarebbero solo dei residui ancora residenti nel sistema Terra-Luna a seguito della formazione del nostro pianeta. Se questa è l’ipotesi giusta, allora l’intenso bombardamento tardivo di circa 3,9 miliardi di anni fa ha riguardato solo la Luna (o al massimo anche la Terra con i residui “di ritorno”), e non tutti pianeti del sistema solare interno.

Riesaminate rocce lunari

Proprio per capire la validità di quest’ultima ipotesi, i ricercatori dell’Università di Münster hanno riesaminato vari rocce lunari la cui formazione risale proprio all’epoca del bombardamento di 3,9 miliardi di anni fa. In particolare si sono concentrati su minuscoli globuli metallici che provengono proprio dagli impattatori analizzando la composizione isotopica dei piccoli resti di rutenio e molibdeno inglobati nelle rocce lunari.
Le analisi suggeriscono che i corpi impattatori sulla Luna provenivano dai corpi stessi che hanno formato la Terra e la Luna, come spiega Emily Worsham, una planetologa nonché autrice principale della ricerca.

Cambiamento delle orbite dei giganti gassosi

Questi asteroidi sarebbero rimasti “in giro” dopo la formazione della Terra e della Luna andando poi ad impattare su quest’ultima tutti più o meno nello stesso periodo. L’evento di cambiamento delle orbite dei giganti gassosi del sistema solare, una cosa che comunque è avvenuta perché è suggerita da diversi calcoli teorici, effettivamente ha dovuto disperdere molti piccoli corpi allontanandoli dalla zona esterna del sistema solare e proiettandoli verso la zona interna.
Questo deve essere però avvenuto prima di quanto calcolato in precedenza, spiega Thorsten Kleine, in quanto al momento non abbiamo ancora trovato prove sulla Luna di impatti di asteroidi e comete provenienti dall’area esterna del sistema solare. L’evento di cambiamento delle orbite dei giganti gassosi probabilmente, secondo i ricercatori, deve essere avvenuto durante i primi 100 milioni di anni del sistema solare, ossia quando la Terra si stava ancora formando.

Note e approfondimenti

  1. Late accretionary history of Earth and Moon preserved in lunar impactites (IA) (DOI: 10.1126/sciadv.abh2837)

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