Bostrom: sorveglianza di massa unico modo per difenderci da apocalisse tecnologica

Il filosofo Nick Bostrom, noto soprattutto per essere stato uno dei primi ad aver proposto la teoria della simulazione, secondo la quale viviamo in una realtà fittizia costruita da una civiltà più evoluta di noi, ha rilasciato alcune dichiarazioni in una conferenza TED tenutasi a Vancouver, in Canada.
In particolare una di queste dichiarazioni ha colpito il pubblico e i suoi “seguaci”: secondo Bostrom l’unica tecnologia che potrà salvare l’umanità dalla rovina definitiva sta nella sorveglianza di massa, cosa che non è mai stata vista come compatibile con l’odierna democrazia e in generale con le libertà dell’individuo.

Lo studioso ha creato una metafora, per far comprendere il concetto, che vede l’umanità di fronte ad un’urna gigante piena di palle da scegliere a caso. Ognuna di queste palle rappresenta un’idea. Ci sono palle bianche, che rappresentano idee benefiche, palle grigie (ossia idee moderatamente dannose) e palle nere (idee distruttive che cancellano l’umanità).
Secondo Bostrom fino ad ora non abbiamo mai avuto la sfortuna di selezionare una palla nera. La stessa bomba atomica, dopotutto, non ci ha distrutto e quindi può essere considerata come una palla grigia così come il riscaldamento globale che avrebbe potuto essere molto peggiore di quello che effettivamente è (almeno ad oggi).

Secondo Bostrom la palla nera (sostanzialmente fa comprendere che ne basterà solo una per distruggere l’intera umanità) sarà quasi sicuramente rappresentata da una tecnologia che creeremo in un punto nel futuro.
L’unico modo per evitare una palla nera dall’urna, sostanzialmente l’unico modo per evitare che un qualsiasi laboratorio scientifico, anche il più nascosto e sconosciuto del mondo, possa arrivare a creare una tecnologia fatale per tutta l’umanità, sta nella sorveglianza di massa.

Quest’ultima dovrebbe essere gestita tramite l’intelligenza artificiale che dovrebbe inviare le informazioni ai cosiddetti “centri della libertà”. Lo stesso filosofo si spinge oltre e afferma che per rendere fattibile una cosa del genere, per legge tutti gli esseri umani dovrebbero indossare dei cartellini di “riconoscimento” con telecamere multidirezionali che opererebbero in diretta 24 ore su 24 per mostrare eventuali malefatte tecnologiche compiute dall’individuo.

Questa sua idea è stata presentata in uno lavoro intitolato The Vulnerable World Hypothesis.
Un’idea certamente controversa e sicuramente non ben vista in un’era in cui si cerca in tutti i modi di garantire la privacy, almeno quella digitale su Internet.

Fonti e approfondimenti

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