Brillamenti solari simulati con supercomputer per comprenderli meglio

Può essere considerata come la prima simulazione autoconsistente dei particolari fenomeni fisici che stanno dietro ai bagliori solari l’esperimento e il relativo studio realizzati da un team di astrofisici della KU Leuven.
Hanno dovuto utilizzare i migliori supercomputer d’Olanda per creare una nuova combinazione di modelli fisici tramite quali sono riusciti a simulare complessi brillamenti solari.

Questi ultimi sono letteralmente esplosioni che avvengono sulla superficie del Sole e che rilasciano quantitativi di energia enormi, spesso equivalenti a trilioni di bombe atomiche che esplodono tutti allo stesso tempo.
Le energie propagate dai brillamenti solari più potenti possono raggiungere anche la Terra e, nei casi più gravi, provocare anche dei danni, in special modo ai componenti elettronici e alle centrali elettriche.
La stessa aurora boreale, per fare un esempio, è un fenomeno prodotto da brillamenti solari.
Una
“Il nostro lavoro consente anche nel calcolare l’efficienza di conversione energetica di un brillamento solare”, spiega Rony Keppens, professore dell’istituto olandese. “Possiamo calcolare questa efficienza combinando la forza del campo magnetico del Sole alla base del bagliore con la velocità con cui la base stessa si muove”, n sempre facile in quanto brillamenti solari non è che durino poi molto, da pochi secondi a pochissimi minuti.
È proprio per questo che non simulazione del genere potrebbe rivelarsi utile per capire di più riguardo ai modelli fisici di brillamenti solari.

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