Calamari approfitteranno dell’acidificazione dei mari e si moltiplicheranno a dismisura

Sepioteuthis lessoniana(credito: Kuribo, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

C’è un animale che potrebbe approfittare dei cambiamenti climatici, diversamente dalla maggior parte delle altre specie minacciate dal riscaldamento globale in corso.
Secondo una nuova ricerca, apparsa su Conservation Physiology, i calamari non solo sopravviveranno con la sempre più pressante acidificazione dei mari, causata secondo gli scienziati proprio dal riscaldamento globale in corso, ma anzi la sfrutteranno per vivere meglio e moltiplicarsi.

In effetti si tratta ancor più di una sorpresa perché i calamari sono notoriamente molto sensibili ai cambiamenti di acidità tanto che già oggi vivono al loro limite per quanto riguarda l’ossigeno circostante. Questo perché nuotano in un modo che porta ad un alto sfruttamento dell’energia e ciò, a sua volta, ad un maggior bisogno di ossigeno che deve scorrere nel loro sangue.
Con una maggiore presenza di anidride carbonica nell’acqua, si pensava dunque che i calamari non se la sarebbero passata poi così bene.

Gli scienziati hanno testato gli effetti dell’acidificazione delle acque su due specie di calamari tropicali, il calamaro pigmeo bicolore (Idiosepius pygmaeus) il calamaro di Lesson (Sepioteuthis lessoniana).
Dopo averli sottoposti a più alti livelli di CO2, quelli che si pensa si raggiungeranno entro la fine del secolo, i ricercatori si sono accorti che queste due specie non erano influenzate nelle prestazioni motorie, come riferisce Blake Spady, ricercatore dell’ ARC Center of Excellence per Coral Reef Studies, uno degli autori dello studio, ma anzi ottenevano vantaggi dalle mutate condizioni ambientali.

Il motivo? Secondo i ricercatori i calamari tropicali hanno sviluppato particolari epiteli regolatori ionici sia nelle branchie che nelle cellule della pelle che sono molto efficaci nel tra fronte a modificazioni acide ambientali.
L’acidificazione delle acque rappresenta dunque per loro un vantaggio in quanto con livelli più alti anidride carbonica nell’acqua le altre specie animali, e dunque anche le loro prede, dimostravano una netta perdita nelle proprie prestazioni fisiche.

Con questa capacità di adattarsi ai cambiamenti ambientali e con gli già alti tassi crescita di calamari, i ricercatori prevedono le loro popolazioni aumenteranno in maniera significativa nei prossimi decenni.
Ovviamente una situazione del genere risulterà positiva sostanzialmente solo per i calamari: alterazioni dell’equilibrio ambientale marino di questo tipo, che vedono netti aumenti in pochi anni o decenni nel numero di esemplari di una sola specie o famiglia, di solito non si rivelano poi positivi per tutti gli altri animali della catena alimentare.

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