
Il riciclo del calcestruzzo potrebbe diventare una delle soluzioni più efficaci per ridurre l’impatto ambientale dell’edilizia. Secondo uno studio pubblicato su Sustainability,[1] l’uso della polvere riciclata derivata da rifiuti da costruzione è una strategia promettente per produrre malte cementizie sostenibili.
Il problema dei rifiuti da costruzione
La crescita urbana globale ha generato una quantità impressionante di rifiuti da costruzione e demolizione, noti come CDW. Solo in Cina si producono ogni anno oltre 2 miliardi di tonnellate, mentre l’Unione Europea arriva a quasi un miliardo. Questo tipo di rifiuto rappresenta una delle principali fonti di inquinamento e spreco di risorse, con gravi conseguenze ambientali ed economiche. Nonostante alcuni paesi abbiano sistemi avanzati per il recupero, come l’UE, in molti altri contesti il riciclo è ancora estremamente limitato.
La polvere riciclata come sostituto del cemento
Durante il processo di frantumazione dei rifiuti da demolizione si genera una grande quantità di polveri fini, come la polvere di calcestruzzo riciclato (RCP). Queste polveri contengono materiali potenzialmente attivi come calcite, quarzo, idrossidi e silicati di calcio. Se attivati correttamente con trattamenti meccanici, termici, chimici o con l’aggiunta di nanomateriali, possono essere usati in sostituzione parziale del cemento tradizionale. Questo non solo riduce la necessità di estrazione di nuove risorse naturali ma anche le emissioni di anidride carbonica associate alla produzione del cemento.
Prestazioni meccaniche sorprendenti
Uno degli aspetti più interessanti emersi dalla ricerca è che, in determinate condizioni, la sostituzione di una piccola parte di cemento con RP non solo non compromette la resistenza meccanica delle malte, ma in alcuni casi la migliora. Con una percentuale inferiore al 15%, la compressione resta elevata e la microstruttura risulta più compatta. Quando le particelle sono abbastanza fini, aumentano la superficie di reazione e migliorano la reattività del composto. Tuttavia, superata una soglia del 30%, le prestazioni calano drasticamente a causa della porosità e della minore formazione di prodotti di idratazione.
Una strada da percorrere per la sostenibilità
Integrare RP nei materiali da costruzione rappresenta una delle strategie più promettenti per la riduzione delle emissioni e la gestione sostenibile dei rifiuti. Oltre a ridurre il ricorso a risorse vergini, migliora l’efficienza dei processi industriali. Servono però ulteriori studi per ottimizzare i metodi di attivazione e uniformare i risultati tra diverse fonti e tecniche di trattamento. Nel contesto degli obiettivi climatici e della crescente pressione urbana, questa tecnologia merita attenzione e investimenti concreti.


