Cambiamenti climatici ingrandiranno organi riproduttivi di una specie di pesce

Un esemplare di Forsterygion flavonigrum , un pesce appartenente alla famiglia dei Tripterygiidae (credito: Wikimedia Commons, pubblico dominio)

Alti livelli di anidride carbonica possono potenziare gli organi sessuali di pesci secondo un comunicato dell’Università di Adelaide, Australia, che annuncia un nuovo studio pubblicato sulla rivista PLOS Biology.
Secondo i ricercatori, esistono alcune specie di pesci che possono aumentare la propria capacità riproduttiva grazie ad organi più grandi in condizioni di acque più acide, conseguenza diretta di un maggior quantitativo di anidride carbonica negli oceani. E si tratta di risultati preoccupanti considerando che la maggior parte degli scienziati prevede un aumento di CO₂ nei nostri mari, aumenti che diverranno netti e molto significativi entro la fine del secolo.

CO₂ viene assorbita da oceani

La CO₂ presente nell’aria, infatti, viene in parte assorbita dagli oceani ma il processo di assorbimento dell’anidride carbonica provoca anche l’acidificazione delle acque, come spiega Ivan Nagelkerken, un ricercatore dell’Istituto per l’ambiente dell’Università e dei Laboratori di ecologia dei mari meridionali della suddetta università australiana.

Pesci della famiglia Tripterygiidae

Già in passato era stato scoperto che diversi pesci possono mutare la propria fisiologia o il proprio comportamento in condizioni di maggiore acidificazione ma questa è la prima volta che si scopre che un pesce può moltiplicare la propria capacità riproduttiva in queste stesse condizioni. Nello specifico i ricercatori hanno studiato i pesci della famiglia Tripterygiidae, detti anche in lingua inglese “triplefin” per la presenza di tre pinne. I ricercatori notavano che in condizioni di maggiore acidificazione i maschi producevano più sperma e le femmine producevano più uova.

Nessun costo fisiologico

Non notavano, a parte questo cambiamento che può essere considerato positivo per la loro specie, effetti negativi. Le gonadi con dimensioni maggiori, per esempio, non comportavano costi a livello fisiologico. L’unico risultato aggiuntivo a livello comportamentale era rappresentato dal fatto che i maschi mangiavano di più, nello specifico si nutrivano di più alghe che, guardacaso, erano più abbondanti con condizioni di elevata CO₂ ambientale, come spiega lo stesso Nagelkerken.

Più acidificazione: più cura per le uova

Le femmine, invece, non tendevano maggiore di più, sembravano preservare le energie per investirle in ovaie più grandi. Inoltre in condizioni di maggiore CO₂, i maschi tendevano a prendersi maggiormente cura delle uova, cosa che naturalmente avevano effetto positivo sulla prole che sopravviveva all’infanzia e quindi sulla moltiplicazione degli esemplari della specie.
Si tratta di una di quelle poche specie che, secondo gli scienziati, che riusciranno a capitalizzare i cambiamenti ambientali in corso, in questo caso l’acidificazione degli oceani, aumentando nettamente la propria popolazione.

Approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Dati articolo

Resta aggiornato su Facebook