Campi abbandonati si trasformano in foreste cinque volte più velocemente di quanto si pensi

Per fortuna gli alberi tendono a ricrescere molto più velocemente di quanto si pensasse nei campi una volta coltivati e poi abbandonati secondo una ricerca realizzata da un gruppo di scienziati russi.
La ricerca, pubblicata su Ecological Processes, è stata realizzata anche perché i campi coltivati abbandonati nella Federazione Russa sono tantissimi e coprono aree enormi. Ciò è causa del fatto che le terre arabili furono abbandonate massicciamente alla fine degli anni 80 e all’inizio degli anni 90 a causa dei grossi sconvolgimenti socio-economici nonché politici avvenuti proprio in quel periodo nella regione.

Secondo i ricercatori, durante i primi due anni in questi campi cominciarono già ad apparire i primi esemplari di betulla, ontani grigi e salici.
Diversamente da quanto proposto precedentemente da altri ricercatori, gli scienziati russi suggeriscono che sono gli incendi boschivi a rappresentare il fattore più importante, quello che determina la crescita delle specie vegetali tipiche delle foreste.

Studiando una storia di 30 anni di incendi nella regione a sud di Mosca e analizzando varie caratteristiche del territorio tramite immagini satellitari, i ricercatori hanno scoperto che in campi che si trovano vicino a foreste ricche di specie diverse,l’insediamento di nuove specie forestali avviene molto rapidamente se non ci sono incendi e che il ripristino della flora sulle terre precedentemente coltivate richiede in media solo 20 anni, un periodo molto più breve dei 100-300 anni stimato da precedenti ricerche.

I ricercatori hanno inoltre scoperto che più gli alberi sono piccoli e giovani, maggiore la possibilità di sviluppo di incendi anche se questi ultimi sono perlopiù scatenati da vari altri fattori tra cui le condizioni climatiche, la presenza di insediamenti umani nei dintorni, la tipologia di terreno o la presenza di discariche.

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