Campi magnetici a distanza illusori: scienziati simulano l’impossibile

I ricercatori creano l'illusione di un campo magnetico a distanza tramite un lungo filo circondato da un replicatore magnetico (per l'immagine completa: DOI: 10.1103/PhysRevLett.125.177204 - Phys. Rev. Lett. 125, 177204 (2020))

Creare ed eliminare campi magnetici a distanza: è l’obiettivo indirettamente raggiunto da un team di scienziati guidati da Rosa Mach-Batlle, un fisico del centro per le Nanobiotecnologie Biomolecolari dell’Istituto Italiano di Tecnologia, come rileva Space.com.
Con il nuovo metodo ideato dai ricercatori si può creare un campo magnetico che sembra provenire da un’altra fonte.

A cosa può essere utile un’illusione del genere ? La tecnica potrebbe essere utilizzata per i farmaci, ad esempio quelli contro il cancro, per somministrare le sostanze stesse in profondità nel tumore attraverso
capsule fatte di nanoparticelle magnetiche. Creando un campo magnetico all’esterno del corpo centrato proprio sul tumore, si potrebbe far arrivare il farmaco dove maggiormente serve senza tecniche troppo invasive.

“Alla fine, non usiamo alcun materiale, usiamo una disposizione precisa delle correnti che può essere considerata un metamateriale attivo”, spiega la Mach-Batlle a WordsSideKick.com.
A tal proposito, per creare il campo magnetico distante, gli scienziati utilizzano un cilindro cavo fatto di circa 20 fili che circondano a loro volta un lungo fino all’interno. Nel momento in cui la corrente elettrica passa attraverso questi fili, si viene a creare un campo magnetico che sembra un altro campo magnetico che si creerebbe se il lungo filo fosse al di fuori del dispositivo. In pratica si crea l’illusione di avere una fonte magnetica distanza.

Oltre che per la somministrazione di farmaci, campi magnetici del genere potrebbero essere usati anche nel calcolo quantistico per ridurre il “rumore di fondo” che può provenire dai campi esterni, per esempio, ad un computer quantistico. Tali campi esterni possono infatti facilmente interferire con gli stessi chip quantistici e con i loro calcoli. Inoltre campi magnetici del genere potrebbero essere usati per stimolare i neuroni del cervello e curare diverse patologie tra cui la depressione.

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