Campioni di Marte sulla Terra contamineranno nostro pianeta? La questione è aperta

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Alcune nazioni stanno progettando missioni spaziali che prevedono la raccolta di campioni dal suolo marziano affinché possano essere riportati sulla Terra. Tuttavia sta crescendo una controversia che riguarda, in parte, anche mondo scientifico: questi campioni come dovrebbero essere gestiti una volta arrivati sulla Terra? E, soprattutto, sono caratterizzati da un reale rischio contaminante per il nostro pianeta? Se ne parla in un nuovo articolo proposto su Scientific American.

Missione Mars Sample Return

L’autore dell’articolo si riferisce soprattutto alla missione Mars Sample Return, organizzata dalla NASA e dall’Agenzia Spaziale Europea. Tra circa 10 anni, infatti, una navicella dovrebbe portare sulla Terra campioni di rocce, del suolo e dell’aria da Marte. I campioni di potenziale interesse vengono già ora cercati dal rover Perseverance della NASA che, che si trova già su Marte, ma c’è in programma un’altra missione che dovrebbe vedere l’atterraggio di un lander il quale dovrebbe recuperare questi campioni per poi riportarli sul nostro pianeta.

Il ritorno dei campioni marziani sulla Terra

Le risposte riguardo al pericolo contaminante di questi campioni per il nostro pianeta sono state fino ad ora “sfuggenti”, come le definisce l’articolo. Al ritorno sulla Terra la navicella dovrebbe rilasciare una capsula a forma di cono (con i campioni all’interno) nell’atmosfera. La stessa capsula dovrebbe atterrare all’interno del letto di un lago asciutto dello Utah Test and Training Range. Naturalmente la capsula è stata progettata affinché non possa rompersi in alcun modo e affinché possa essere ritrovata in sicurezza per essere portata in un laboratorio biologico dove il contenuto potrà essere poi finalmente analizzato.

Secondo NASA rischi sono “estremamente bassi”

Secondo la NASA i rischi di contaminazione per l’ambiente e in generale per la sicurezza pubblica sono “estremamente bassi” ma non tutti sono d’accordo. Qualcuno ritiene che qualsiasi cosa provenga da un altro pianeta dovrebbe essere analizzata prima al di fuori della Terra, una cosa che però complicherebbe ancora di più una missione che già è complicatissima e molto dispendiosa anche in termini economici.

Già molte rocce arrivano di continuo da Marte sulla Terra

Secondo Steven Benner, un astrobiologo della Foundation for Applied Molecular Evolution ad Alachua, Florida, non dovrebbero esserci troppi pericoli in quanto rocce spaziali provenienti da Marte regolarmente sono finite sul nostro pianeta nel corso della storia della Terra. Anzi, secondo Benner ogni anno arrivano sul nostro pianeta più di 500 kg rocce marziane e lui stesso possiede un pezzo di roccia marziana da 5 grammi che tiene sulla sua scrivania. In 3,5 miliardi di anni, ossia da quando la vita ha cominciato ad esistere sulla Terra, sono trilioni le rocce che hanno compiuto il viaggio da Marte alla Terra. Se esistesse un microbioma marziano, questi microrganismi avrebbero già raggiunto la nostra biosfera e, qualora l’abbiano già fatto, non hanno potuto creare poi molti danni visto che siamo ancora in giro. In sostanza qualche kilogrammo di roccia portato sul nostro pianeta tramite la nuova missione non dovrebbe fare molta differenza.

Non abbiamo poi tutta questa conoscenza di Marte

Secondo John Rummel, un altro astrobiologo che ha lavorato per la NASA in passato, non è vero che abbiamo una conoscenza sufficiente di Marte per quantificare i rischi di una missione come Mars Sample Return in relazione ad un possibile contagio interplanetario. Anche qui sulla Terra continuiamo, per esempio, a fare nuove scoperte di microrganismi che fanno cose che non ci saremmo immaginati. Questo significa “che dobbiamo stare attenti”, spiega Rummel, e che si deve avere “una sorta di rispetto per l’ignoto”.

Note e approfondimenti

  1. Controversy Grows Over whether Mars Samples Endanger Earth – Scientific American

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