Cancro alla prostata e terapia di deprivazione androgenica, importanti scoperte su come ghiandola prostatica ricresce

Il carcinoma prostatico avanzato può essere trattato con la terapia di deprivazione androgenica che vede la rimozione degli androgeni, ormoni che supportano la crescita delle cellule prostatiche. Rimuovendoli si fa in modo che la ghiandola prostatica possa ridursi in dimensioni, anche fino al 90%. Tuttavia, come spiega il comunicato emesso sul sito del Memorial Sloan Kettering Cancer Center[1] in relazione ad un nuovo studio pubblicato su Science,[2] le cellule che restano possono far ricrescere il tumore e quando questo ricresce di solito è anche più resistente e può diffondersi anche ad altri organi sotto forma di metastasi.[1]

Ghiandola prostatica e sua veloce ricrescita

Il nuovo studio chiarisce alcuni aspetti sulle modalità che coinvolgono la ghiandola prostatica e la sua veloce ricrescita. I ricercatori hanno effettuato esperimenti e osservazioni su topi a cui era stata praticata la terapia di deprivazione degli androgeni per capire come ricresceva ghiandola prostatica.
“La maggior parte delle persone, incluso me, si aspettava di trovare una rara popolazione di cellule staminali responsabile della rigenerazione della ghiandola”, spiega Charles Sawyers, l’autore corrispondente. “Ma questo non è il caso”.
Secondo quanto spiega il comunicato, sono invece quasi tutte le cellule che rimanevano a seguito della deprivazione ormonale a contribuire alla ricrescita della ghiandola prostatica.[1]

Cellule luminali

In gran parte si tratta di cellule luminali, cellule che hanno la funzione di produrre dei fluidi, che contribuiscono alla ricrescita della parte interna dell’organo cavo. Queste cellule, a seguito del trattamento che eliminava gli androgeni, avevano capacità chiaramente acquisite e diventavano, nel corso degli esperimenti effettuati sui topi, più simili ad uno stelo:
“Senza gli androgeni che influenzano la loro espressione genica, erano liberi di attivare altri geni e acquisire proprietà rigenerative”, spiega Wouter Karthaus, borsista postdottorato nel laboratorio di Sawyers che ha partecipato allo studio.
Si tratta di risultati importanti perché potrebbero rivelarsi utili per definire metodi migliori per trattare il cancro alla prostata.[1]

Note e approfondimenti

  1. New Discovery Explains How the Prostate Gland Regenerates Itself | Memorial Sloan Kettering Cancer Center (IA)
  2. Regenerative potential of prostate luminal cells revealed by single-cell analysis | Science (IA) (DOI: 10.1126/science.aay0267)

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