Cancro, nuova immunoterapia fa regredire malattia nei topi

Un team di ricercatori guidato da Sophie Lucas, ricercatrice dell’Institut de Duve dell’Università di Louvain, Belgio, ha fatto un’importante scoperta che potrebbe portare a nuove e più efficienti terapie per sconfiggere il cancro.
È dal 2004 che la ricercatrice ha iniziato ad analizzare le difese immunitarie nel contesto dei tumori per capire il funzionamento delle cellule “immunosoppressive”, ossia cellule che contrastano le risposte immunitarie del corpo favorendo dunque il cancro.

Linfociti T regolatori (Treg) e molecole GARP

L’obiettivo è naturalmente rimuovere queste cellule in modo che gli anticorpi del corpo umano possano contrastare la malattia. Nel corso degli anni il team ha identificato i linfociti T regolatori (Treg), delle cellule molto immunosoppressive, e, nel 2009, i ricercatori hanno identificato la GARP, un’importante molecola situata sulla superficie degli stessi Treg.
Nel 2018, poi, la ricercatrice ha capito più approfonditamente il ruolo delle GARP. Questa molecola fa da messaggera per i Treg e invia dei segnali che sono responsabili del blocco delle risposte immunitarie da parte del corpo. Da allora la ricercatrice, insieme al suo team, ha cominciato a sviluppare uno strumento per impedire alle molecole GARP di inviare questi segnali.

Esperimenti sui topi promettenti

I risultati dei primi importanti test effettuati dal team riguardo all’utilizzo di questo nuovo “strumento” sono stati poi pubblicati ad agosto di quest’anno su Nature Communications.
I risultati sembrano molto promettenti: il metodo creato dal team di Lucas sembra in effetti neutralizzare i Treg negli esperimenti effettuati su topi con cancro. La neutralizzazione dei Treg veniva resa possibile tramite anticorpi anti-GARP: neutralizzando l’invio del segnale, le risposte immunitarie del corpo potevano riprendere la loro normale funzione eliminando le cellule tumorali.

Anticorpi anti-GARP più anticorpi anti-PD1

Nei topi il tumore cominciava a regredire in maniera abbastanza veloce ma solo quando l’approccio con anticorpi anti-GARP veniva eseguito insieme ad un’altra immunoterapia già sperimentata in passato, quella con anticorpi anti-PD1. Si tratterebbe, dunque, di un approccio con due immunoterapie che sembrano essere complementari e che sembrano offrire risultati promettenti.
Ora i ricercatori intendono eseguire test sugli esseri umani per capire se questo approccio terapeutico può rivelarsi efficace contro il cancro.

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