Capacità di contare fondamentale per la sopravvivenza nel mondo animale

La capacità di elaborare le quantità si è evoluta nella maggior parte delle specie animali e ciò significa che è un tratto evoluzionistico fondamentale per la sopravvivenza (credito: Trends in Ecology Ecology & Evolution Evolution, Month 2020, Vol. xx, No. xx, Doi: 10.1016/j.tree.2020.02.009)

Un nuovo studio si è interessato alle modalità con le quali gli animali comprendono i numeri. Comprendere le quantità, infatti, è fondamentale per cacciare ma anche per trovare un partner, per tornare a casa e per eseguire alcune delle più fondamentale azioni che permettono la sopravvivenza e l’avanzamento della specie.
I ricercatori sono convinti che questa abilità di elaborare rappresentare i numeri, conosciuta anche come competenza numerica, sia molto importante per gli animali affinché prendano le giuste decisioni.

Nel nuovo studio, pubblicato sulla rivista Trends in Ecology and Evolution, il neurobiologo dell’Università di Tubinga, Andreas Nieder, ha analizzato vari studi precedenti su come le diverse specie animali comprendono i numeri e su come questa abilità può impattare sulla loro sopravvivenza.
Il ricercatore fa notare che la competenza numerica è presente sostanzialmente in quasi tutti gli animali: “Diversi gruppi di animali hanno ovviamente sviluppato questo tratto indipendentemente da altri lignaggi e questo indica fortemente che deve avere un valore adattativo. Pertanto, la capacità di discriminare i numeri deve avere un forte vantaggio in termini di sopravvivenza e riproduzione.”

Le api, per esempio, possono tenere a mente il numero dei punti di riferimento di un percorso quando devono tornare presso il proprio alveare. L’ultimo antenato comune tra le api e i primati è vissuto all’incirca 600 milioni di anni fa, fa notare ancora lo scienziato. Entrambi, api e primati, hanno però sviluppato a livello evoluzionistico una capacità di contare più o meno simile.
E ancora diversi animali, di quelli che si radunano in branco, si “affollano” per ridurre la possibilità che un individuo diventi preda, uno dei più classici atteggiamenti di difesa da parte di molti animali, presente anche nei pesci.
“Quindi ovviamente stanno valutando il numero di individui nei loro gruppi per le loro situazioni di vita quotidiana”, spiega Nieder.

E ancora la stessa competenza numerica può essere molto importante nella trovare un compagno. Ciò è rappresentato, per esempio, dai maschi di alcune specie di rane che cantano per attirare le femmine. Queste ultime, valutando la complessità di questi “canti” scelgono l’esemplare maschio che esegue il numero maggiore di un determinato verso nella chiamata di accoppiamento. E gli esempi, nel mondo animale, sono tantissimi.

Ora Nieder e i membri del suo laboratorio vogliono capire come il cervello e i neuroni sono alla base di questa elaborazione numerica negli animali: “Spero di poter incoraggiare gli ecologisti comportamentali a esplorare in modo specifico le competenze numeriche in natura e, nel fare ciò, anche aprire nuovi campi di ricerca”.

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