Capibara brasiliani nascondono il segreto per biocarburanti efficienti da canna da zucchero

Credito: phichak, Shutterstock, ID: 2028150785

Enzimi che si possono reperire nell’intestino dei capibara brasiliani, animali golosi di canna da zucchero, potrebbero essere utili per convertire meglio i rifiuti agricoli in biocarburanti. Lo riferisce in un nuovo articolo Advanced Sci News che riprende un nuovo studio apparso sulla rivista Nature Communications.[1]

Ricercatori hanno scoperto nuove famiglie di enzimi

I ricercatori hanno infatti scoperto nuove famiglie di enzimi, presenti nell’intestino di questi grossi roditori, che si procurano l’energia dalle piante contenenti polisaccaridi come la cellulosa.
Il gruppo di ricerca, proveniente dal Centro brasiliano per la ricerca in energia e materiali (CNPEM), sta da anni cercando di capire come utilizzare più efficientemente i rifiuti delle colture per realizzare e biocarburanti. In Brasile ci sono ampie coltivazioni di canna da zucchero, una pianta lignocellulosica che potrebbe essere sfruttata proprio per questo scopo.

Capibara

Naturalmente ci vuole un certo tipo di lavorazione affinché questa pianta possa essere trasformata in biocarburante. In particolare vanno scomposti i polisaccaridi in zuccheri semplici e ciò può essere fatto utilizzando degli acidi oppure degli enzimi.
I ricercatori hanno pensato ai capibara. Questi grossi roditori sono infatti conosciuti per la loro capacità notevole nel convertire i materiali lignocellulosici in energia. Si tratta di una capacità paragonabile a quella dei bovini, come spiega Mario Murakami, direttore scientifico del Brazilian Biorenewables National Laboratory (LNBR), un istituto che fa parte del CNPEM.

L’analisi dei campioni

I ricercatori hanno raccolto diversi campioni dal corpo dei capibara. Hanno confrontato questi campioni con quelli prelevati da capibara venezuelani che di solito non mangiano le canne da zucchero. Notavano delle differenze inaspettate nei microbiomi. Alla fine hanno identificato alcuni gruppi batterici e, analizzando questi ultimi, alcune proteine molto interessanti che questi stessi batteri esprimevano. Hanno isolato due nuove famiglie di enzimi che sembrano essere proprio quelle responsabili dell’inusuale capacità del capibara brasiliano di digerire i polisaccaridi, tra cui emicellulosa e pectinee, presenti nella canna da zucchero.
Questi enzimi batterici potrebbero ora essere sfruttati anche laboratorio per realizzare un ciclo di conversione da canna da zucchero a biocarburante molto più efficiente.

Note e approfondimenti

  1. Gut microbiome of the largest living rodent harbors unprecedented enzymatic systems to degrade plant polysaccharides | Nature Communications (DOI: 10.1038/s41467-022-28310-y)

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