Carta termoelettrica prodotta da batteri trasforma calore in elettricità

Un dispositivo composto di carta fatta perlopiù di cellulosa prodotta da batteri che riesce a generare elettricità trasformando il calore è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Scienza dei Materiali di Barcellona (ICMAB-CSIC).
Si tratta di un materiale termoelettrico, ossia un materiale che è in grado di trasformare il calore in elettricità. Dispositivi del genere potrebbero essere utilizzati per generare energia per l’elettronica indossabile e in generale per quella trasportabile sfruttando il calore residuo dei sensori al loro interno.

Lo studio, pubblicato su Energy & Environmental Science, parla di un particolare dispositivo fatto perlopiù di cellulosa prodotta in laboratorio da particolari batteri dispersi in un mezzo di coltura acquoso contenente zuccheri e nanotubi di carbonio. Il materiale che si ottiene è resistente, flessibile e deformabile (grazie alle fibre di cellulosa) e può vantare un’alta conducibilità elettrica (proprio grazie ai nanotubi di carbonio), come spiega Anna Laromaine, ricercatrice presso l’ICMAB e una delle autrici della ricerca.

Rispetto ad altri materiali termoelettrici, che si basano perlopiù su polimeri sintetici, questa “carta” può raggiungere temperature di oltre 250° centigradi, non utilizza elementi tossici e può essere facilmente riciclata. I nanotubi di carbonio possono essere poi recuperati anche perché sono gli elementi più costosi nonostante costituiscano solo il 10% del materiale, fattore che tra l’altro aiuta a mantenere basso il costo stesso del dispositivo.

Fonti e approfondimenti

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