Casi di diarrea infantile in Africa collegati al fenomeno climatico de La Niña

I ricercatori hanno analizzato i tassi di diarrea infantile nell'area di Chobe, Botswana nord-orientale. La maggior parte delle persone di quest'area vive lungo il fiume Chobe (credito: CNES, Doi: 10.1038/s41467-019-13584-6 | Nature Communications)

Una curiosa scoperta è stata effettuata dai ricercatori della Mailman School of Public Health della Columbia University. I ricercatori, conducendo uno studio in Botswana, hanno scoperto che i picchi nei casi di diarrea infantile sono associati alle condizioni climatiche riferibili al fenomeno de La Niña.

La diarrea, nei paesi a basso e medio reddito con reti mediche non ben sviluppate, può rivelarsi fatale, soprattutto nei bambini con un’età inferiore ai cinque anni.
In Africa i tassi di diarrea dei bambini al di sotto dei cinque anni sono particolarmente elevati e rappresentano 1/4 di tutti i decessi causati dalla diarrea.

I ricercatori hanno trovato un collegamento con il fenomeno di La Niña. Quest’ultimo è un fenomeno atmosferico collegato al fenomeno più ampio denominato El Niño-Oscillazione meridionale (ENSO), una variazione irregolare dei venti e delle temperature superficiali degli oceani nell’area del Pacifico orientale tropicale.

L’ENSO è collegato sia a La Niña che a El Niño: con il primo le temperature oceaniche sono più calde e con il secondo più fredde. Questo fenomeno può influenzare le condizioni meteorologiche in varie zone del mondo come quelle relative alla temperatura, ai venti e alle precipitazioni.

Analizzando le statistiche relative ai casi di diarrea infantile (quella che colpisce i bambini sotto i cinque anni) nella regione di Chobe, nella Botswana nordorientale, i ricercatori hanno scoperto che il fenomeno di La Niña è associato a delle temperature più fredde, ad un aumento delle piogge e a più frequenti inondazioni nella stessa stagione delle piogge.

Questo stesso fenomeno climatico, come hanno trovato i ricercatori, è associato ad un aumento del 30% dell’incidenza della diarrea infantile nella stagione delle piogge che va da dicembre a febbraio.

Secondo Alexandra K. Heaney, ricercatrice all’Università della California a Berkeley, una delle autrici dello studio, i risultati diquesta ricerca mostrano che il fenomeno dell’ENSO può essere utilizzato come uno strumento di previsione a medio-lungo termine per la diffusione della diarrea infantile nell’Africa meridionale.

Nello specifico quando avanza questo fenomeno climatico, sarebbe d’uopo accumulare maggiori forniture mediche, come letti ospedalieri, e un maggior numero di operatori sanitari in queste aree per gestire la maggiore incidenza di questa malattia infantile.

La diarrea può essere causata da molti patogeni diversi, tra cui virus, batteri protozoi, e la stessa esposizione a questi patogeni può essere favorita dalle condizioni meteorologiche: più pioggia e inondazioni vuol dire più contatto con l’acqua che è un vettore ideale per alcuni di questi patogeni.

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