Cavallette, grilli e bachi da seta ottime fonti di antiossidanti per umani

Dopo aver testato vari insetti ed invertebrati commestibili presenti in commercio, un gruppo di ricercatori è arrivato alla conclusione che i grilli possono vantare il 75% del potere antiossidante del succo d’arancia fresco mentre il grasso presente nel baco da seta vanta un potere antiossidante comparabile a due volte quello dell’olio d’oliva.

Si tratta dei dati confortanti che sottolineano ancor di più quanto insetti ed artropodi commestibili possano rappresentare una soluzione alla fame nel mondo o possano comunque portare ad un livello minore di sfruttamento dei campi per la coltivazione.
Secondo Mauro Serafini, che è l’autore principale dello studio apparso su Frontiers in Nutrition, sono già 2 miliardi le persone che nel mondo mangiano regolarmente insetti ma “il resto di noi avrà bisogno di un può più di incoraggiamento”.

Il ricercatore si riferisce naturalmente in particolare alle popolazioni occidentali, sostanzialmente quelle europee e nordamericane, per le quali gli insetti ed altri artropodi “strani” non rappresentano un’abitudine nella dieta.
I ricercatori hanno scoperto che i più alti valori di capacità antiossidanti erano presenti negli estratti idrosolubili delle cavallette, dei bachi da seta e dei grilli.
Valori trascurabili erano invece rappresentati da estratti di cicale, insetti acquatici, tarantole nere e scorpioni neri.

Tuttavia le capacità antiossidanti degli insetti dipendono anche da composti ancora sconosciuti, come sottolinea lo stesso Serafini, in quanto la quantità dei polifenoli presente nel corpo degli insetti risulta comunque molto minore rispetto a quella presente nel succo d’arancia.
E lo scienziato prevede che, in futuro, si possano anche modificare i regimi dietetici degli insetti allevati per aumentare o comunque modificare in meglio il livello e la qualità degli antiossidanti per gli esseri umani.

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