C’è un animale che ha perso quasi l’udito ma non è un problema

Heterocephalus glaber (credito: Roman Klementschitz, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons)

La cosiddetta “talpa senza pelo”, più tecnicamente eterocefalo glabro, rappresentante singolo del genere Heterocephalus, è un animale particolare che da diversi anni è oggetto di analisi e studi da parte di scienziati e ricercatori per varie caratteristiche tra cui quella principale che risiede nella loro inusuale resistenza al cancro.
Tuttavia i ricercatori dell’Università dell’Illinois a Chicago hanno voluto analizzare un’altra caratteristica di questi animali anch’essa abbastanza particolare: hanno quasi perso l’udito nel corso dell’evoluzione. A stento riescono a sentire uno strano e acuto verso che producono per comunicare tra di loro, una sorta di forte squittio. Come è possibile che animali così sociali e che comunicano anche vocalmente abbiano quasi del tutto perso l’udito livello di evoluzione? I ricercatori hanno tentato di dare una risposta pubblicando i propri risultati su Current Biology.

Questi topi del tutto senza peli e con una pelle particolarmente rugosa sono soliti vivere in colonie sotterranee con una struttura sociale che ricorda alla lontana quelle delle api: ci sono infatti di “soldati”, degli operai e una regina. In ogni caso si tratta di animali molto sociali per i quali conta moltissimo la cooperazione e la comunicazione che effettuano con i loro squittii molto particolari, come spiega Thomas Park, professore di scienze biologiche della suddetta università e autore principale dello studio.
Usando una tecnologia simile a quella che si usa per testare il livello di udito degli esseri umani, i ricercatori hanno effettuato alcuni test del cervello di questi animali posizionando vari elettrodi sul loro cranio. Hanno scoperto che i segnali del tronco encefalico erano abbastanza deboli, cosa che conferma che il loro udito è pessimo. Analizzando poi geneticamente le talpe senza pelo, gli stessi ricercatori hanno scoperto sei particolari mutazioni nei geni collegati all’udito e hanno dedotto che a questi animali manca l’amplificazione cocleare.

Si tratta di un processo con il quale le cellule ciliate esterne dell’orecchio interno amplificano i segnali sonori prima della loro trasmissione al cervello. Se queste particolari cellule non funzionano bene, i suoni vengono fortemente attenuati proprio perché non amplificati. Queste particolari cellule, inoltre, possono essere danneggiate dai suoni troppo forti e non possono più rigenerarsi.
Secondo i ricercatori, i topi talpa nudi hanno perso questa amplificazione cocleare, nel corso dell’evoluzione, in modo che le cellule ciliate dell’orecchio interno non potessero essere danneggiate dalla costante cacofonia che producono e che probabilmente viene amplificata proprio nei cunicoli dove vivono. In questo modo possono sentire i loro squittii e quindi comunicare senza diventare del tutto sordi.
“Sono gli unici mammiferi di cui conosciamo la mancanza di amplificazione cocleare”, spiega Park.

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