C’è un “collegamento aereo” di microbi tra Grande Barriera Corallina e Australia

Esiste una sorta di “collegamento aereo” fatto di batteri che galleggiano nell’aria tra la Grande Barriera Corallina e il continente australiano secondo uno studio realizzato da un ricercatore dello Yale-NUS College di Singapore.
Il team di scienziati, guidato da Stephen Pointing, professore di scienze, ha infatti scoperto questo collegamento osservando i microbi presenti nell’area che si spostano dall’area della Grande Barriera Corallina Fino all’Australia.

Oltre a dimostrare che la salute di questi due ecosistemi, apparentemente così diversi, è profondamente interconnessa, questo studio mostra ancora una volta l’esistenza massiccia di un insieme di microrganismi presenti nell’area che svolgono ruoli importantissimi. Innanzitutto forniscono energia, ossigeno e carbonio ad altri microrganismi e poi riciclano i nutrienti dai rifiuti prodotti dagli altri microrganismi.

Studiare i microbi nell’aria è molto difficile per due motivi: innanzitutto perché sono tantissimi e poi perché si muovono molto più velocemente di qualsiasi altra tipologia di microbi in altri ecosistemi e altrettanto velocemente si degradano una volta catturati per effettuare una campionatura.

Il team di ricercatori ha realizzato tre studi, due pubblicati su Nature Microbiology e uno sull’ISME Journal.
I tre studi hanno raccolto diverse informazioni sui microbi che vivono nell’aria evidenziando come alcuni di essi sopravvivono meglio di altri durante il trasporto sull’oceano Atlantico.

I ricercatori hanno scoperto inoltre l’esistenza di microbi presenti nell’area vitali per la fioritura della Grande Barriera Corallina e hanno studiato come questi vengono trasportati in altri ecosistemi diversi, tra cui la massa continentale dell’Australia.
Infine hanno analizzato le modalità con le quali l’attività umana può influenzare questi microbi, in particolare le loro modalità di trasporto da un punto all’altro del globo.

In particolare hanno analizzato come le particelle inquinanti immesse nell’atmosfera a causa delle attività umane possano provocare la morte di questi microbi o addirittura interrompere questi “flussi” alterando gli ecosistemi che da essi in parte dipendono.

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