C’è una piccola area marina al polo sud che si sta raffreddando invece di riscaldarsi, ecco perché

Esiste una regione marina che non sta subendo gli effetti del riscaldamento globale e che anzi ha mostrato di raffreddarsi negli ultimi decenni mentre sostanzialmente le superfici terrestri e marine in tutto il mondo vedono rialzi delle temperature.
Parliamo di una piccola area nel settore del Pacifico dell’oceano Antartico, 55° sud di latitudine. In questa piccola area marina, è stata registrata una tendenza raffreddamento graduale che avviene già dal 1982 con la superficie dell’oceano raffreddatasi di circa 0,1° centigradi per decennio.

Gli scienziati non sono stati in grado di spiegare questa vera e propria anomalia ma ora uno nuovo studio, realizzato da ricercatori dell’ETH, ha probabilmente risolto il mistero. Lo studio, pubblicato su AGU Advances, si è avvalso di simulazioni computerizzate mostrando che la causa del raffreddamento è da ricondurre a complesse fasi di distribuzione locale del calore marino collegate perlopiù ai cambiamenti del ghiaccio.
Solo quando immettevano questo fattore nelle simulazioni, infatti, i ricercatori ottenevano una perfetta replicazione di quello che sta succedendo. Dal 1982 al 2011, infatti, la superficie del ghiaccio marino è aumentata costantemente nell’area dell’oceano Antartico differentemente da quanto è accaduto nell’area dell’Artico nello stesso periodo.

Alex Haumann, autore principale dello studio, e Nicolas Gruber, altro autore, credono che questo aumento della superficie ghiacciata nell’oceano Antartico sia da spiegare nei venti più forti provenienti da sud che, nel corso di questi anni, hanno spinto il ghiaccio facendo allontanare dalla costa e inoltrandolo nel mare aperto dove poi si scioglieva.
Contemperamenti avveniva una riduzione della salinità superficiale che andava a rafforzare la stratificazione verticale dell’acqua del mare: quella più fresca e più leggera restava nei 100 metri superiori mentre quella più salata e più densa rimaneva al di sotto di questo livello. La maggiore stratificazione, a sua volta, intrappolava il calore in profondità e ciò alla fine ha creato la situazione osservata poi dai ricercatori in quell’area.

“Il raffreddamento dell’Oceano Antartico nel corso di tre decenni è davvero insolito, tenendo presente che invece tutte le altre parti del pianeta, in particolare la superficie terrestre, si sono riscaldate”, spiega Gruber. Gli stessi ricercatori tengono a precisare che il riscaldamento di questa piccola area oceanica al polo sud non deve essere per nulla interpretato come una sorta di riduzione del riscaldamento globale in corso. Si tratta solo di una ridistribuzione locale del calore dalla superficie dell’oceano ad altri strati più profondi.
“Supponiamo che i forti venti che spingono il ghiaccio marino nell’Oceano Antartico verso nord siano potenzialmente un effetto collaterale del cambiamento climatico”, spiega ancora Gruber. “I cambiamenti climatici sono chiaramente causati dall’uomo e non possono essere contestati semplicemente perché un’area dell’oceano mostra segni di raffreddamento”.

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