Celle solari organiche, trovato metodo per aumentare conduttività

Le celle solari di tipo organico, secondo diverse fonti, rappresentano un po’ il futuro delle celle solari in generale. Tuttavia le celle organiche hanno sempre sofferto di scarsa conduttività a causa dei legami molto più sciolti tra le singole molecole rispetto ai materiali non organici.
Una nuova ricerca, portata avanti da un gruppo di ricercatori dell’Università del Michigan, stabilisce che è possibile aumentare la conduttività di questo tipo di celle in tutti quei materiali che, almeno di solito, si utilizzano per le celle solari organiche e in generale per i semiconduttori organici.

Secondo Stephen Forrest, professore di ingegneria alla UM, per troppo tempo i ricercatori si sono arresi considerando la scarsa conduttività dei conduttori di tipo organico come un dato di fatto inevitabile.
Tuttavia sostituendo le sostanze organiche che di solito si utilizzano oggi con sottili strati di molecole di fullerene è possibile “convincere” gli elettroni a viaggiare più a lungo rispetto al punto dal quale vengono rilasciati dal fotone.

Gli scienziati dietro a questa ricerca parlano di aumenti drammatici: nelle cellule organiche odierne, gli elettroni sono capaci di viaggiare solo per poche centinaia di nanometri, tramite questi nuovi materiali si parla di centimetri, con prestazioni paragonabili ai semiconduttori non organici, come il silicio.

Le implicazioni, come risulta abbastanza chiaro, potrebbero avere una portata enorme. Ad esempio, con una conduttività del genere, gli elettroni possono essere raccolti anche lontano dal punto di origine, anche con le celle di tipo organico.
Ciò potrebbe portare alla produzione di celle trasparenti, che potrebbero essere tra l’altro utilizzate anche sui vetri delle finestre o su altre superfici che debbono essere trasparenti.

Fonti e approfondimenti



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