Cellule cerebrali del pesce zebra reagiscono all’Alzheimer

Danio rerio, detto anche pesce zebra (credito: Pogrebnoj-Alexandroff, CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons)

Le cellule cerebrali del pesce zebra (Danio rerio), un pesce d’acqua dolce di modeste dimensioni che fa parte della famiglia dei Ciprinidi, vanta particolari caratteristiche per quanto riguarda le sue cellule cerebrali; queste ultime si rigenerano facilmente quando il numero totale diminuisce, ad esempio a causa di malattie cerebrali oppure di lesioni.

Un gruppo di ricercatori del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative (DZNE) e della Technische Universität Dresden (TUD) ha studiato con metodi molto sofisticati come queste cellule riescono a rigenerarsi in gran numero.
Fanno ricorso a delle cellule denominate “cellule progenitrici” e queste ultime consistono di otto diverse sottopopolazioni, finora sconosciute, che proliferano in risposta all’accumulo di amiloide (un segno distintivo della malattia di Alzheimer).

Caghan Kizil, a capo del gruppo di ricerca e autore principale dello studio, dichiara: “Gran parte della ricerca sull’Alzheimer si è concentrata sul tentativo di impedire ai neuroni di morire. Noi analizziamo un approccio alternativo nel tentativo di indurre la rigenerazione delle cellule perse”.
Un approccio simile negli esseri umani potrebbe infatti forse essere possibile anche perché i pesci zebra e i mammiferi risultano legati nell’evoluzione.

Queste speciali capacità rigenerative potrebbero essere nascoste nei mammiferi ma comunque evocabili. In prima istanza esperimenti potrebbero essere condotti sui topi per comprendere meglio come innescare la rigenerazione.
La ricerca, pubblicata su Cell Reports, potrebbe in effetti risultare utile per identificare nuove molecole onde trattare la malattia di Alzheimer negli esseri umani.

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