Cellule dei coralli “inghiottono” alghe unicellulari in complessa relazione simbiotica

Credito: Marcelo Kato, Pixabay, 2694453

Cellule di corallo che inghiottivano alghe unicellulari: è quello di cui sono stati testimoni in laboratorio alcuni ricercatori del Giappone che hanno pubblicato uno studio su Frontiers in Marine Science. Le alghe microscopiche osservate dai ricercatori, denominate anche dinoflagellate, venivano letteralmente inghiottite da cellule coltivate laboratorio del corallo Acropora tenuis.

Dinoflagellati di estrema importanza per coralli

Noriyuki Satoh, responsabile dell’Unità di genomica marina presso l’Istituto di Scienze e Tecnologia di Okinawa (OIST), spiega che i dinoflagellati sono esseri viventi di estrema importanza per il mantenimento in salute e dei coralli. Secondo quanto spiega il ricercatore, le cellule dei coralli inglobano le alghe fornendo loro una sorta di riparo nonché elementi importanti per far sì che producano la loro fotosintesi. In cambio le stesse alghe sintetizzano importanti nutrienti che permettono ai coralli di sopravvivere.

Relazione ostacolata da inquinamento e acidificazione dei mari

Si tratta di una relazione molto importante che negli ultimi decenni è stata presa di mira da vari fenomeni, alcuni dei quali antropogenici, come l’inquinamento, l’acidificazione dei mari e l’aumento delle temperature oceaniche. Sempre più stressate, le cellule dei coralli tendono ad espellere le alghe microscopiche, per loro fondamentali. Si tratta di un fenomeno definito anche di “sbiancamento” che sta provocando notevoli problemi alle barriere coralline.
E tra i coralli più sensibili a questo fenomeno ci sono quelli della famiglia Acroporidae, un corallo comune che forma proprio le barriere coralline depositando gli “scheletri” calcarei di carbonato di calcio.

L’assorbimento delle microalghe da parte delle cellule coralline

Questo speciale rapporto tra le alghe microscopiche e le cellule dei coralli non era mai stato ben chiaro, anche perché molto difficile da osservare in natura. Solo quest’anno il team di ricerca di Satoh, eseguendo esperimenti di laboratorio con cellule di Acropora tenuis a cui veniva aggiunto il dinoflagellato Breviolum minutum, si è accorto che le alghe venivano “inghiottite” dalle cellule coralline, un processo che durava diverse decine di minuti e che ha lasciato gli stessi ricercatori esterrefatti.
Continuandol e osservazioni, i ricercatori scoprivano che nei giorni successivi all’assorbimento delle microalghe, queste ultime venivano scomposte dalle cellule dei coralli in piccoli frammenti oppure venivano “immagazzinate” in delle piccole sacche legate alla membrana delle stesse cellule denominate vacuoli.

Relazione iniziata moltissimo tempo fa

Secondo i ricercatori si tratta di una complessa relazione che è iniziata moltissimo tempo fa quando, probabilmente, gli antenati degli odierni coralli hanno inghiottito queste microalghe inizialmente per acquisire nutrienti e poi, con il passare delle generazioni ed evolvendosi, per utilizzarle come strumento onde approfittare del fenomeno della fotosintesi e dei suoi sottoprodotti, come spiega Satoko Sekida, ricercatore dell’Università di Kochi e primo autore dello studio.

Note e approfondimenti

  1. Frontiers | In vitro Symbiosis of Reef-Building Coral Cells With Photosynthetic Dinoflagellates | Marine Science (IA)

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