Cellule del midollo iniettabili in ossa ferite per rigenerarle

Curare le ferite ossee, anche quelle più complesse, con iniezioni di cellule adulte prelevate dal midollo osseo: è questa l’idea è arrivata a Jan Stegemann, professore di ingegneria biomedica dell’Università del Michigan.
Il metodo creato dal ricercatore vede il prelievo delle cosiddette cellule progenitrici, ossia cellule staminali adulte derivate dal midollo che sono in grado di differenziarsi e di diventare altri tipi di cellule.

Il metodo è già stato testato sui topi e i ricercatori hanno avuto successo per quanto riguarda la rigenerazione delle ossa dopo gli infortuni.
Lo studio, pubblicato su Biomaterials, è incentrato soprattutto sulla riparazione dei difetti ossei grandi e complessi, ossia quegli infortuni in cui è stata persa una grossa quantità di ossa e il tessuto stesso intorno all’osso è stato seriamente danneggiato. Si tratta di ferite che non guariscono da sole e che spesso possono essere molto debilitanti.

Il metodo attualmente utilizzato per questa tipologia di ferite è quello di prelevare l’osso da un’altra parte del corpo dello stesso paziente, di solito dall’anca, frantumarlo e inserirlo nella cavità dell’osso ferito in modo che si rigeneri, cosa che naturalmente richiede un secondo intervento chirurgico.

Le cellule prelevate dal paziente nel metodo di Stegemann vengono “coltivate” in laboratorio e stimolate in modo che formino tessuto osseo una volta innestate.
Quando pronte, le stesse cellule vengono iniettate nella ferita insieme tramite microtessuti che facilitano la sopravvivenza delle cellule stesse. Si tratta di “piccole perle proteiche, con decine o centinaia di cellule intrappolate all’interno di ognuna”, come riferito nel comunicato stampa.

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