Cellule immunitarie del midollo osseo possono diventare anormali in persone con COVID-19

Monocita (credito: manchester.ac.uk)

Una scoperta importante è stata fatta dai ricercatori dell’Università di Manchester per quanto riguarda il ruolo delle cellule immunitarie del midollo osseo, ossia i globuli bianchi denominati monociti che vengono rilasciati nel sangue dallo stesso midollo osseo, in caso di infezione dal virus della COVID-19. Gli immunologi del Lydia Becker Institute dell’Università inglese, collaborando con colleghi del Coronavirus Immune Response and Clinical Outcome (CIRCO), hanno confermato che questi monociti possono rappresentare un bersaglio terapeutico importante per trattare la stessa malattia che ha provocato un’enorme pandemia a livello globale.

Inoltre individuando in maniera precoce i monociti modificati dalla malattia COVID-19, si può prevedere quali sono quei pazienti per i quali la stessa malattia può progredire in maniera più grave rispetto ad altri. Tuttavia non è ancora chiaro se queste modifiche anormali apportate ai monociti vengono provocate dallo stesso midollo osseo oppure se questi cambiamenti si verificano dopo che gli stessi monociti sono stati rilasciati nel sangue dal midollo osseo.
Qualunque sia la causa, eventuali trattamenti potrebbero impedire il rilascio di questi monociti difettati nel sangue, cosa che sarebbe di grande aiuto per quanto riguarda la risposta immunitaria naturale del corpo nei confronti del coronavirus SARS-CoV-2.

“Il nostro lavoro sottolinea ancora una volta l’importanza del sistema immunitario innato in COVID-19, siamo entusiasti di poter finalmente condividere i risultati del nostro studio e speriamo che possa informare meglio i trattamenti per questa devastante malattia”, spiega John Grainger, autore senior dello studio.
Per ottenere questi risultati i ricercatori hanno eseguito analisi di più di 100 campioni di sangue prelevati da pazienti affetti da COVID-19 in diversi ospedali intorno Manchester.

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