Cellule immunitarie ingegnerizzate con CRISPR per contrastare virus

Linfocita B umano (credito: NIAID - flickr)

L’esperimento è stato già condotto sui topi: i ricercatori hanno ingegnerizzato geneticamente le cellule immunitarie in modo da rendere gli anticorpi più efficienti. Nello specifico hanno aiutato i topi a contrastare un potente virus polmonare, una strategia che forse potrebbe essere d’aiuto anche per gli esseri umani in tutte quelle patologie e malattie per le quali non esistono vaccini.

Lo studio, condotto dall’immunologo Justin Taylor del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, si basa sull’utilizzo del sistema CRISPR per ingegnerizzare le cellule B onde creare un anticorpo noto per essere efficiente contro il virus respiratorio sinciziale (RSV).
I linfociti B sono cellule immunitarie che liberano gli anticorpi che colpiscono il patogeno. Tramite CRISPR i ricercatori hanno tagliato uno dei geni degli anticorpi nelle cellule B del topo e, tramite un virus, le hanno trasportate nel DNA. I geni hanno dunque cominciato a “sfornare” anticorpi per contrastare la RSV.

La stessa modalità potrebbe essere utilizzata anche per gli esseri umani: stimolare le cellule B per creare anticorpi contro particolari virus per i quali non esistono vaccini, in particolare quello dell’HIV e alcuni tipi di virus influenzali.
“Speriamo che un giorno i bambini andranno all’ufficio del loro pediatra per ricevere cellule B ingegnerizzate che emettono gli anticorpi più conosciuti per la protezione contro la maggior parte dei ceppi di determinati virus”, dichiara Michael Goldberg, CEO della startup biotech STIMIT a Cambridge, nel Massachusetts.

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