Cellule T possono “ammutinarsi” e favorire aterosclerosi

Un recettore delle cellule T (verde) e una molecola MHC (rosa), che presenta un frammento di una molecola di ApoB (grigio chiaro) (credito: Ley Laboratory, La Jolla Institute for Immunology)

I linfociti T, una tipologia di globuli bianchi, di solito combattono le malattie ma possono anche aumentare l’infiammazione prodotta dal sistema immunitario e peggiorare le condizioni del paziente. È il caso anche dell’aterosclerosi, come rileva un nuovo studio apparso sulla rivista Circulation.
Si tratta di un nuovo studio che conferma ancora una volta quanto le risposte immunitarie, che di solito partono con un proposito antiinfiammatorio, si possono rivolgere contro il corpo e causare problemi.

I ricercatori del laboratorio di Klaus Ley, che ha guidato lo studio, hanno infatti scoperto che le cellule T regolatorie che di solito sono d’aiuto nel ridurre l’infiammazione nel corpo, possono andare “in tilt” in caso di aterosclerosi.
A quel punto le cellule T regolatorie, invece di ridurre lo stato infiammatorio, cominciano a secernere delle molecole immunitarie, denominate citochine, che alla fine aumentano la stessa infiammazione e restringono ancora di più le arterie danneggiate dal livello troppo alto di colesterolo.

“Queste cellule T non causano placche nelle arterie, ma possono accelerare la malattia”, spiega chiaramente Ley.
Attualmente i motivi di questo “ammutinamento” da parte delle cellule T non è ancora ben chiaro ma si sa solo che l’ApoB, una proteina base del cosiddetto colesterolo “cattivo”, tende ad aumentare con l’aumentare del colesterolo. I ricercatori però sono convinti che una volta che si arriverà a conoscere questo meccanismo si potrà proteggere meglio i pazienti soggetti alla stessa aterosclerosi, magari con un vaccino che possa ridurre i livelli delle placche, vaccino che è già stato sperimentato dallo stesso team di ricercatori nei topi con un certo successo.

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