Cenere risultante dagli incendi può aiutare a “intrappolare” mercurio inquinante

Tutto il materiale boschivo che si incendia annualmente nelle foreste potrebbe essere paradossalmente d’aiuto. Secondo una nuova ricerca, apparsa su Environmental Science & Technology, le centinaia di incendi occorsi, a causa delle intense ondate di calore, nell’estate del 2017 e del 2018 negli Stati Uniti occidentali hanno bruciato migliaia di anche di foresta lasciando poi coltri enormi di cenere. I ricercatori hanno analizzato quest’ultima facendo scoperte interessanti.

La cenere risultante dagli incendi potrebbe infatti servire, secondo la ricerca, a “sequestrare” il mercurio che altrimenti sarebbe irrimediabilmente rilasciato nell’ambiente con effetti sicuramente nocivi. Ciò vale soprattutto per l’inquinamento da mercurio nelle acque.

Questo perché la stessa cenere risultante dagli incendi è, per sua natura, fine polverosa e dunque incline a defluire negli ambienti acquatici. Questo significa, a sua volta, che se è miscelata con l’acqua può catturare mercurio e metilmercurio maniera molto efficiente.
I ricercatori hanno, analizzando i campioni di cenere, si sono infatti accorti che riusciva, nell’acqua, a mantenere il mercurio in una forma non reattiva, dunque non inquinante per l’acqua stessa.

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