Centrali elettriche a fusione più piccole ed economiche con nuovi laser al fluoruro di argon

Credito: Naval Research Laboratory

Centrali elettriche a fusione molto più contenute nelle dimensioni e realizzabili a basso costo per un fonte di energia con un livello di materia prima prontamente disponibile che potrebbe durare migliaia di anni: viene descritto in questo modo il possibile utilizzo della nuova tecnologia legata alla fusione laser al fluoruro di argon (ArF) in un comunicato del Naval Research Laboratory (NRL) statunitense. Un nuovo studio che la descrive è stato pubblicato su Philosophical Transactions of the Royal Society.[1]

Energia pulita sostenibile tramite la fusione nucleare

Si tratterebbe di un progresso non di poco conto verso l’energia pulita sostenibile tramite la fusione nucleare, una fonte molto utile perché, come spiega Steve Obenschain, ricercatore dell’NRL, a differenza di altre fonti di energia “pulite” questa sarebbe disponibile sempre, anche quando non c’è il sole e non c’è il vento.
Le simulazioni effettuate dall’NRL suggeriscono che l’utilizzo della luce ultravioletta profonda dell’ArF “potrebbe consentire un guadagno elevato con un’energia laser molto più bassa di quanto precedentemente ritenuto fattibile”.

Tecnologia laser al fluoruro di argon

La tecnologia laser al fluoruro di argon (argon fluoride laser, ArF) si basa su un particolare laser che, agendo sulla lunghezza d’onda di 193 nanometri, può essere considerato come un laser ultravioletto profondo. Già usata da diversi decenni per la produzione di circuiti integrati a semiconduttore nonché in altri settori come la chirurgia oculare ed altri campi scientifici, la tecnologia viene presa sempre più seriamente in considerazione anche nel settore energetico per ottenere la fusione a confinamento inerziale, un processo di fusione nucleare che avviene per compressione e riscaldamento di un combustibile.

Fusione a confinamento inerziale

Nel 2013 venne annunciato per la prima volta un traguardo storico per la fusione a confinamento inerziale: l’energia prodotta dalla fusione risultava equiparabile a quella usata per alimentare i laser. Da allora gli investimenti e le ricerche si sono moltiplicate, così come sta aumentando sempre di più il livello di efficienza, e il nuovo studio prodotto da ricercatori dell’NRL segna in tal senso una nuova tappa importante.

Note e approfondimenti

  1. Direct drive with the argon fluoride laser as a path to high fusion gain with sub-megajoule laser energy | Philosophical Transactions of the Royal Society A: Mathematical, Physical and Engineering Sciences (IA) (DOI: 10.1098/rsta.2020.0031)

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