C’era enorme foresta pluviale al polo sud 90 milioni di anni fa

Rappresentazione artistica di una foresta pluviale al polo sud (credito: Alfred-Wegener-Institut / James McKay)

Tracce di foreste pluviali vicino al polo sud esistite 90 milioni di anni fa sono state trovate da un team di ricercatori dell’Istituto Helmholtz, Germania, e dell’Imperial College di Londra.
Nel relativo studio, pubblicato su Nature , i ricercatori descrivono le analisi che hanno effettuato su resti fossili di radici, pollini e spore ritrovati alle alte latitudini antartiche.
Questi resti sono stati ritrovati a seguito di perforazioni nei fondali marini nei pressi dei ghiacciai di Pine Island e Thwaites nell’Antartide occidentale.

Mentre analizzavano questi sedimenti, i ricercatori hanno notato una fitta rete di radici fossili che presentava anche diverse tracce di polline e di spore delle piante, tra cui anche quelle da fiore, i primi mai trovati a queste latitudini antartiche.
La cosa eccezionale, come spiega Tina van de Flierdt, del Dipartimento di Scienze della Terra e ingegneria dell’Imperial, sta nel fatto che questa foresta pluviale molto probabilmente continuava a crescere rigogliosa anche durante i mesi di oscurità intrinseci di queste zone della Terra. Questo significa che in quell’epoca c’era un clima ancora più caldo di quanto mai calcolato in precedenza.

Secondo i ricercatori, ciò indicava che molto probabilmente erano molto alti i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera. Parliamo di un periodo, quello del medio cretaceo, compreso tra 115 e 80 milioni di anni fa.
Si tratta di un periodo in cui i dinosauri erano i padroni del mondo ma anche di uno dei periodi più caldi degli ultimi 140 milioni di anni. Le temperature ai tropici sfioravano regolarmente i 35 °C e i livelli dei mari erano in media 170 metri più alti di quelli di oggi.

Tuttavia, nonostante questi dati, non ci si aspettava la presenza di una rigogliosa giungla a sud del circolo antartico, un’area che, tra le altre cose, è caratterizzata da una notte polare della durata di quattro mesi. Ciò significa che per un terzo dell’anno per le piante non c’era luce solare disponibile.
La presenza della foresta in quest’area indica che le temperature medie al polo sud e dintorni erano di 12 °C, circa 2° in più della temperatura media in Germania di oggi, un livello che rende improbabile la presenza di una calotta di ghiaccio come quella grande e molto spessa che possiamo vedere oggi.

Le temperature medie durante le estati erano di circa 19 °C mentre le temperature dell’acqua nei fiumi e nelle paludi potevano forse superare anche i 20°.
Alla sostanziale mancanza di masse di ghiaccio faceva da contraltare una fittissima vegetazione e un’alta concentrazione dianidride carbonica nell’atmosfera con livelli da 1120 a 1680 ppm, livelli dunque molto più alti dei 1000 ppm ipotizzati in precedenza per queste aree durante il cretaceo.

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