CERN, ottenute prove di fenomeno ultra raro che potrebbe portare a nuova fisica

Si parla di prime prove che potrebbero portare ad una nuova fisica delle particelle in un nuovo articolo pubblicato sul sito dello Science and Technology Facilities Council (STFC), un’agenzia governativa del Regno Unito, che riprende i risultati di un nuovo esperimento condotto dagli scienziati del CERN.
I risultati del progetto, denominato NA62, realizzato dallo stesso istituto britannico in collaborazione con il CERN, sono stati presentati nel corso di una conferenza tenutasi a Praga.

I ricercatori sono riusciti ad ottenere le prime prove sperimentali di un decadimento ultra raro, quello di un kaone, definito anche mesone K, carico in un pione carico e due neutrini.
I kaoni vengono creati facendo scontrare protoni ad alta energia nel Super Proton Synchrotron (SPS). L’obiettivo finale del progetto è quello di misurare con precisione come il kaone carico decade in un pione e una coppia neutrino-antineutrino.
Si tratta di un decadimento molto difficile da catturare e per il quale ora si sono ottenute prove sperimentali per la prima volta, un passo fondamentale verso l’obiettivo finale che è la misurazione precisa del decadimento e l’eventuale identificazione di deviazioni dal modello standard.

Secondo Mark Thomson, fisico delle particelle e presidente di STFC, si tratta infatti di un “progresso entusiasmante perché il risultato mostra come misurazioni precise di questo processo potrebbero portare a una nuova fisica”, una fisica che supererebbe il modello standard attuale ormai in voga dagli anni 70.
Quest’ultima è una teoria di grande successo ma che non ha ancora chiarito quelli che restano misteri molto grandi relativi alle forze fondamentali e ai mattoni principali dell’universo.

Proprio per questo i fisici sono alla ricerca di nuovi approcci teorici, o meglio estensioni teoriche che vadano oltre il modello standard, proprio per spiegare questi fenomeni, tra cui quello della materia oscura e quello dello squilibrio che c’è tra la materia e l’antimateria nell’universo.
“Le misurazioni di processi ultra-rari forniscono una strada entusiasmante per esplorare queste possibilità, con la speranza di scoprire una nuova fisica oltre il modello standard”, spiega Thomson il cui gruppo ha collaborato anche con varie università britanniche tra cui quelle di Birmingham, Bristol, Glasgow e Lancaster.

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