Cervello è una “macchina predittiva” sempre accesa: l’intuizione in un nuovo studio

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Il cervello è una “macchina” che si basa sulla predizione per funzionare al meglio. Un team di ricercatori ha realizzato un nuovo esperimento per analizzare l’attività del cervello delle persone e per capire la valenza di questa asserzione.

Il cervello è una macchina predittiva

Secondo una delle teorie principali del funzionamento del cervello il nostro organo principale è una sorta di “macchina predittiva”: non fa altro che confrontare di continuo le informazioni ottenute tramite i sensi effettuando previsioni interne e calcolando quello che potrebbe accadere. Micha Heilbron, l’autore principale di un nuovo studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, spiega che si tratta di un’idea “estremamente popolare nelle neuroscienze”. Tuttavia le prove ottenute con il metodo scientifico sono state spesso “indirette e limitate a situazioni artificiali”. In sostanza gli esperimenti non prendono in considerazione la complessità della vita di ogni giorno.

Quanto è imprevedibile ogni parola

Il ricercatore ha utilizzato dei modelli informatici basati sulle reti neurali profonde per analizzare il cervello delle persone mentre ascoltavano storie di Hemingway o su Sherlock Holmes. L’obiettivo era capire quanto fosse imprevedibile ogni parola a seconda del calcolo effettuato dal cervello. Quando si ascolta un racconto (così come quando si assimilano altri tipi di input sensoriali) il cervello formula di continuo delle aspettative statistiche e calcola il grado di imprevedibilità. Se una persona sente una parola inaspettata in un contesto, la risposta cerebrale è più forte.

Cervello riempie gli spazi vuoti

Si tratta di una caratteristica che non sorprende e che, tra l’altro, è già stata analizzata da diversi studi: il cervello riempie gli spazi vuoti, ad esempio termina, e lo fa solo mentalmente ed in maniera automatica, le frasi che un’altra persona può proferire ancor prima che lo faccia. Tuttavia questo studio, spiega Heilbron, mostra che questo processo accade di continuo: “Il nostro cervello indovina costantemente le parole; la macchina predittiva è sempre accesa”.

Caratteristica che è tipica dei software di riconoscimento vocale

Si tratta di una caratteristica che è tipica dei software di riconoscimento vocale: anche questi ultimi usano una sorta di intelligenza artificiale per “prevedere” le parole che l’utente utilizzerà, una cosa che fa, per fare un altro esempio, anche la funzione di completamento automatico della digitazione del testo sugli smartphone. Tuttavia il cervello sembra fare previsioni a livelli diversi, dal significato astratto fino alla grammatica per finire con i suoni specifici, spiega il ricercatore. Si tratta di intuizioni che potrebbero migliorare ancora di più i software di riconoscimento del linguaggio e delle immagini.

Note e approfondimenti

  1. A hierarchy of linguistic predictions during natural language comprehension | PNAS (DOI: 10.1073/pnas.2201968119)

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