Cianobatteri possono produrre metano e stanno aumentando a causa dei cambiamenti climatici

Tramite uno studio pubblicato su Science Advances, un team di ricercatori tedeschi conferma che i cianobatteri possono produrre, e lo stanno facendo, quantità rilevanti di metano nelle acque, sia marine che dolci.
Gli stessi ricercatori confermano anche che a causa dei cambiamenti climatici la massa totale di cianobatteri nel mondo sta aumentando anche in estensione (producono vere proprie fioriture tanto che sono denominati, impropriamente, anche alghe blu-verdi).

Come in una reazione a catena, più cianobatteri vuol dire più metano nelle acque interne negli oceani e conseguentemente anche più metano che può essere rilasciato da queste acque nell’atmosfera, eventualità per nulla rara o da escludere.
Analizzando 17 specie di cianobatteri che vivono nel mare, nelle acque dolci e nel suolo, i ricercatori, condotti da Mina Bizic dell’Istituto di Leibniz per l’ecologia delle acque dolci e la pesca nelle acque interne (IGB), confermano per la prima volta che questi batteri possono produrre gas metano, un gas serra, nel corso della fotosintesi.

I cianobatteri, dunque, vanno ad aggiungersi agli Archea e agli altri microrganismi metanogenici (produttori di metano) tra gli eucarioti.
I ricercatori hanno svolto esperimenti in laboratorio confrontando la quantità di metano che possono produrre cianobatteri con le quantità che possono produrre gli altri microrganismi metanogenici noti.

Hanno scoperto che ne producono meno degli archea, tradizionalmente i produttori di metano per eccellenza, ma più degli eucarioti. Non conoscendo la reale quantità di biomassa esistente al mondo fatta di cianobatteri, diventa al momento difficile capire quanto metano possono arrivare a produrre globalmente, come spiega Frank Keppler, professore dell’Istituto di Scienze della Terra dell’Università di Heidelberg.

Quella che si sa è che sono diffusi in tutto il mondo e che molto probabilmente sono gli organismi più comuni della Terra.
Ciò vuol dire che se gli attuali cambiamenti climatici dovessero in qualche modo favorire le “fioriture” di cianobatteri, aumenterà anche l’emissione di metano nei vari sistemi acquatici.
E il metano è un gas serra che può facilmente “scappare” da un ambiente del genere per introdursi nell’atmosfera, con risultati che si possono chiaramente immaginare.

Ed è proprio quello che temono i ricercatori dietro questo studio secondo i quali i cianobatteri starebbero già aumentando e le fioriture si verificherebbero già più frequentemente rispetto al passato.

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