Cibi ultra-elaborati fanno ingrassare di più secondo studio

I cibi molto elaborati, di quelli trattati pesantemente durante la lavorazione, la cottura e in generale la preparazione, possono contribuire all’obesità studio apparso sulla rivista Cell Metabolism, studio poi ripreso dal Los Angeles Times.

I risultati sono stati ottenuti tramite una sperimentazione durata quattro settimane che ha visto 20 volontari sani mangiare diversi piatti, alcuni più semplici, altri molto più allettanti e ultra elaborati, dal pane tostato alla francese con la cannella fino alle quesadillas di tacchino e scampi.

Analizzando il consumo calorico dei volontari e diversi altri fattori, in primis l’aumento di peso, i ricercatori si sono accorti che vi erano nette differenze quando i pazienti consumavano ingredienti non trasformati oppure pasti dominati da cibi ultra elaborati.

L'”epidemia” di obesità che si sta diffondendo negli Stati Uniti preoccupa sempre più: quasi il 40% degli adulti statunitensi risulta essere ora obeso, il doppio rispetto ai numeri dei primi anni 80 secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention.

E questo senza parlare del tasso di obesità tra i bambini che risulta ancora più alto. È chiaro che c’è qualcosa, nello stile di alimentazione americano, che non va e i medici che hanno effettuato questa ricerca credono che i cibi trasformati possano essere considerati tra i principali fattori negativi insieme ad altri quali gli zuccheri e i grassi.

D’altronde la stessa dieta americana è cambiata moltissimo negli ultimi decenni: da cibi più “naturali” e poco trasformati chimicamente e industrialmente, si è passati, nel giro di pochi anni, a pasti fatti solo da cibi sempre più lavorati, come quelli in scatola, non solo carne ma anche verdure, che vedono un processo di preparazione industriale che evidentemente incide pesantemente.

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