Cicale infette da fungo diventano “zombie” e cercano di accoppiarsi con qualunque cosa

Da sinistra a destra: cicala Magicicada septendecim infettata dal fungo Massospora cicadina; cicala Okanagana rimosa infettata dal fungo Massospora levispora; cicala Platypedia putnami infettata dal fungo Massospora platypediae (credito: Fungal Ecology, Volume 41, October 2019, DOI: 10.1016/j.funeco.2019.06.002)

Uno strano comportamento è stato scoperto da parte di un gruppo di ricercatori dell’Università della Virginia Occidentale riguardante un gruppo di cicale.
Queste ultime possono essere infette da uno fungo denominato Massopora che inietta nel corpo dell’insetto sostanze chimiche molto simili a quelle dei funghi allucinogeni.

Una volta infette, le cicale perdono gli arti e i genitali e assumono un comportamento che gli stessi ricercatori definiscono come eccentrico: cercano di accoppiarsi “con tutto ciò che incontrano” vagando come “zombie” e facendo infettare altre cicale del gruppo.

“Zombie” è la parola utilizzata da Matt Kasson, assistente professore di biologia all’università e autore principale dello studio: queste cicale, una volta infette, sembrano perdere il controllo del proprio corpo, controllo che passa, in un certo senso, al fungo patogeno.
Le cicale vengono infette durante il periodo che passano sotto terra, periodo che può durare diversi anni, prima che emergano in superficie diventando adulte.

Una volta infetto, il corpo della cicala inizia a sfaldarsi ma non ad un livello che non permetta loro più di muoversi. Prima della morte, per un certo periodo continuano a volare, nonostante il fungo stia “mangiando” i loro arti e il loro apparato riproduttivo e in questo modo lo stesso fungo può diffondersi meglio e propagarsi alle altre cicale.

Allo stesso modo il comportamento ipersessuale che la cicala assume una volta infetta e una volta in volo aiuta ad una migliore diffusione del fungo grazie ad un maggior numero di contatti fisici.
I ricercatori ora hanno intenzione di acquisire il genoma del fungo anche per comprendere meglio la sua azione e l’eventuale presenza di metaboliti secondari potenzialmente importanti a livello farmacologico.

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