Cina affronterà presto più grande crisi economica della storia secondo analista

La Cina potrebbe stare andando incontro ad uno dei crolli economici più grandi di sempre secondo quanto riferisce in un nuovo articolo su 19FortyFive[1] a firma di Gordon G.Chang, un autore statunitense nato nel New Jersey da padre cinese che ha già pubblicato diversi libri e ha prodotto diversi interventi sull’economia della Cina, soprattutto in relazione ai rapporti internazionali e alla geopolitica.[2]

Pessimismo strisciante

Secondo Chang c’è una sorta di pessimismo strisciante che sta cominciando a dominare e a crescere dal basso nell’economia cinese, in particolare nei consigli di amministrazione ma anche nel resto della società. La questione, secondo Chang, risiede nel fatto che l’economia cinese delle esportazioni sta andando letteralmente a pezzi. E anche gli sforzi di stimolo prodotti dal governo, che tanti risultati hanno ottenuto in passato, ora non stanno funzionando. L’economia cinese sembra, per spiegarlo in una sola parola, “esausta”.

Il ruolo di Wen Jiabao

L’autore cita prima il ruolo di Wen Jiabao, l’ex premier cinese, che in effetti è riuscito ad evitare la contrazione in Cina mentre tutto il mondo veniva esposto ad una crisi globale, quella partita dalla recessione del 2008. In quel momento la Cina andava effettivamente alla grande. Nei primi anni del decennio 2010, la Cina ha aggiunto un importo di credito praticamente uguale a quello di tutto il sistema bancario statunitense. L’economia cinese è stata “inondata” di capitali.

Treno con ultima carrozza in fiamme

Ma si trattava solo di un treno che correva all’impazzata ma la cui ultima carrozza era in fiamme: se il treno si fosse fermato o avesse rallentato troppo, il fuoco si sarebbe diffuso anche alle altre carrozze facendo incendiare tutte le vetture. È il concetto cinese di “debito”, come spiega Anne Stevenson-Yang, autrice del libro China Alone: Emergence from and Potential Return to Isolation: per rifinanziare il vecchio debito bisogna aggiungere denaro ma in maniera continua ed esponenziale, qualcosa che, evidentemente, non può durare per sempre.

Crescita del debito cinese

Il risultato? La Cina si è indebitata in maniera esponenziale nel corso degli ultimi anni. La crescita del debito cinese è diventata sette volte più veloce della crescita del prodotto interno lordo nominale. Il fatto è che nessuno conosce davvero il debito cinese per mancanza effettiva di dati (non c’è condivisione da parte del governo cinese su questo tipo di informazioni). Tuttavia secondo Chang il debito cinese potrebbe aver raggiunto un importo paragonabile al 350% del PIL, una percentuale che potrebbe essere ancora più alta.
Naturalmente il partito comunista sa che questo gioco non può andare avanti per decenni. Quindi cosa potrebbe succedere. Travaglio Secondo Chang si andrà incontro ad un netto abbassamento delle aspettative.

Una delle più grandi crisi economiche della storia

Gran parte degli analisti, spiega Qiang, è d’accordo su un punto: nel corso dei prossimi anni la crescita economica cinese rallenterà moderatamente e gradualmente. Tuttavia secondo Chang ci sarà una netta inversione. Le difficoltà non riguarderanno solo una crescita più lenta ma si trasformeranno in un vero e proprio crollo con un lungo periodo di contrazione. Un avvertimento? Il fallimento dell’Evergrande Group dell’anno scorso che ha innescato diverse insolvenze in tutto il settore immobiliare. “Non c’è speranza che il Paese possa evitare una delle più grandi crisi economiche della storia”, termina senza mezzi termini l’autore.[1]

Note e approfondimenti

  1. China’s Economy Is Headed for One of the Largest Meltdowns Ever – 19FortyFive
  2. Gordon G. Chang – Wikipedia in inglese

Articoli correlati

%%footer%%