Cina spera di scoprire più di 30.000 nuovi esopianeti, di cui 5.000 simili alla Terra, con nuovo telescopio spaziale

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La Cina potrebbe approvare il piano per il lancio di un nuovo telescopio spaziale su proposta dell’Osservatorio astronomico di Shanghai (SAO). L’approvazione potrebbe avvenire già entro quest’estate, come riferisce Space.com. Il telescopio spaziale si posizionerebbe al punto di Lagrange 2, ad una distanza di 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, nella stessa zona orbitale in cui è già arrivato il telescopio Webb.
L’obiettivo principale del telescopio saranno scoprire gli esopianeti, in particolare quelli delle dimensioni della Terra con orbite che assomiglino quanto più possibile a quella della Terra intorno al Sole.

Misurare la dimensione dei pianeti e i loro periodi orbitali

Quello che permetterebbe di fare il nuovo telescopio è sostanzialmente misurare la dimensione dei pianeti e i loro periodi orbitali in modo che, con ulteriori analisi di follow-up, si possano valutare le potenzialità in relazione all’abitabilità. I pianeti “candidati”, come riferisce a Space.com Ge Jian, un professore del SAO, saranno poi infatti riosservati con telescopi terrestri in modo che si possano conoscere anche altri dati tra cui la massa e la densità. I più interessanti, infine, potrebbero essere seguiti anche con la tecnica della spettroscopia terrestre oppure quella spaziale in modo che si possa analizzare anche la loro luce per capire qualcosa della loro atmosfera.

Nuovo telescopio cinese potrebbe però contare su un campo visivo molto più grande

A differenza del telescopio spaziale Keplero della NASA, il nuovo telescopio cinese potrebbe però contare su un campo visivo molto più grande e quindi potrebbe osservare molte più stelle. Come spiega Space.com, mentre il campo visivo del telescopio spaziale Keplero era di 115° quadrati, una caratteristica che gli ha permesso di scoprire quasi 2400 esopianeti in quasi 10 anni, il nuovo telescopio cinese potrebbe contare su un’apertura visiva di 500° quadrati. Il nuovo telescopio riuscirebbe a monitorare 1,2 milioni di stelle nel corso di quattro anni e potrebbe inoltre individuare anche pianeti intorno alle stelle più deboli e più lontane.

Gioco statistico

Il metodo principale utilizzato per scoprire i pianeti extrasolari, infatti, è quello del transito. Ma si tratta, come spiega lo stesso Ge, di un “gioco statistico”. In sostanza più stelle osservi, più hai la probabilità di incappare in pianeti extrasolari e quindi anche in pianeti di tipo terrestre. I ricercatori hanno già effettuato qualche simulazione di indagine: con il nuovo telescopio si aspettano di scoprire 30.000 nuovi esopianeti di cui all’incirca 5000 dovrebbero essere quelli di tipo terrestre.

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