Cinesi clonano due macachi con stesso metodo della pecora Dolly, clonazione umana sempre più vicina

Alla fine la prima clonazione di primati attuata con lo stesso metodo della clonazione della pecora Dolly è stata annunciata: un gruppo di ricercatori dell’Istituto di Neuroscienze dell’Accademia Cinese delle Scienze di Shanghai dichiara di essere riuscito a coronare due macachi, una specie di scimmia dalle dimensioni contenute della famiglia dei cercopitecidi. I due macachi hanno già un nome: Zhong Zhong e Hua Hua sono nati sotto i sei settimane fa rispettivamente.
Si tratta di una pietra miliare nella storia della clonazione, e in generale della genetica, che apre le porte non solo alla clonazione dei primati ma anche a quella umana, da qualcuno ancora malvista a causa di reticenze a sfondo etico e culturale. La notizia è stata pubblicata oggi 24 gennaio su Cell.

Secondo Qiang Sun direttore del Nonhuman Primate Research Facility presso la succitata accademia cinese, uno degli autori della ricerca, attualmente le domande sulla biologia dei primati a cui si può rispondere tramite metodi come la clonazione sono moltissime.
Zhong Zhong e Hua Hua non rappresentano comunque i primi cloni di primati in assoluto: il titolo va ad un macaco rhesus, denominato Tetra, nato nel 1999, ma questa operazione fu effettuata attraverso un metodo più semplice tramite la scissione dell’embrione.

Zhong Zhong e Hua Hua sono invece il prodotto di un trasferimento nucleare di cellule somatiche (Somatic cell nuclear transfer, SCNT), ossia la stessa tecnica che fu utilizzata negli anni 90 per clonare la famosa pecora Dolly, operazione che fece tanto discutere.
In sostanza con questo metodo si rimuove il nucleo dalla cellula uovo e la si sostituisce con un altro nucleo prelevato da differenti cellule di altre parte del corpo. Nello specifico, gli scienziati hanno utilizzato nuclei prelevati da cellule fetali, note come i fibroblasti.

I ricercatori ci tengono a precisare che i fallimenti, prima di arrivare alla clonazione effettiva delle due scimmie, sono stati tanti e il metodo descritto è stato l’unico a funzionare.
Secondo Muming Poo, un co-autore dello studio, si tratta di un metodo alquanto complesso e delicato che per essere attuato ha bisogno di molta pratica, soprattutto durante il processo di enucleazione e durante quello di fusione cellulare.
I macachi sembrano comunque stare bene e sono attualmente nutriti artificialmente.

Fonti e approfondimenti



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