Cinesi studiano come eliminare detriti orbitali con laser

Il problema dei detriti orbitali intorno alla Terra, ossia rimanenze di strumenti elettronici e navicelle nonché satelliti messi in orbita dagli esseri umani intorno al nostro pianeta, comincia a diventare sempre più grave e lo diventerà sempre di più con il passare dei decenni, non c’è alcun dubbio.
Le soluzioni poste sul tavolo da esperti e ingegneri vari sono molteplici ma finora non si è mai giunti all’ideazione di un metodo davvero efficace men che meno di un accordo sulle metodologie da attuare per l’eliminazione, anche solo in parte, di questa vera e propria spazzatura spaziale orbitante intorno alla Terra.

Una delle proposte più interessanti, almeno a livello mediatico, è quella proposta da un team di scienziati cinesi. Questi ultimi intendono rimuovere i detriti spaziali tramite laser. Quest’ultimo partirebbe da una piccola stazioncina, naturalmente anch’essa orbitante intorno alla Terra.
Anche se l’idea non è realmente nuova (già nel 2015 un ricercatore austriaco, Manuel Schmitz, aveva proposto qualcosa di simile), i dubbi intorno ad un metodo del genere sono molteplici.

Il laser non andrebbe a polverizzare il detrito, come qualcuno aveva erroneamente pensato, e non verrebbe neanche spostato via, al di fuori dell’orbita terrestre, ma verrebbe leggermente spostato in modo da poter imprimere quella forza da provocarne la caduta nell’orbita e dunque l’incendio nell’atmosfera terrestre. In questo modo si eviterebbe il più grande problema dei rifiuti spaziali orbitanti intorno alla Terra, ossia quello dei pericoli relativi agli impatti con satelliti e soprattutto con la stazione spaziale internazionale.

Lo studio dei cinesi analizza in particolare, attraverso varie simulazioni, l’inclinazione e la posizione che questa piccola stazione laser dovrebbe avere per imprimere i raggi necessari.
Si tratta, naturalmente, solo di basi teoriche e dalle parole fino ai fatti, ossia alla messa in orbita di una vera stazione equipaggiata con un laser, c’è davvero un oceano in mezzo.

Fonti e approfondimenti



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