Circolazione e attività cellulare del cervello di maiale riattivate 4 ore dopo morte

A sinistra neuroni (verde), astrociti (rosso) e nuclei cellulari (blu) in una regione dell'ippocampo del cervello non trattati 10 ore dopo la morte. A destra gli stessi sottoposti a perfusione con la tecnologia BrainEx (credito: Stefano G. Daniele e Zvonimir Vrselja, Sestan Laboratory, Yale School of Medicine)

In uno studio apparso su Nature un gruppo di scienziati dell’Università di Yale annuncia di essere riuscito a ripristinare la circolazione e l’attività cellulare nel cervello di una maiale quattro ore dopo la sua morte.
Questa ricerca mostra che la cessazione di alcune delle funzioni cerebrali della morte non è irreversibile come si pensava.

L’esperimento

Vari cervelli di maiale sono stati ottenuti da ricercatori quattro ore dopo la loro morte per concessione di un impianto per il confezionamento delle carni.
I cervelli sono stati trasferiti nel laboratorio di Nenad Sestan, autore senior dello studio e professore di neuroscienze e genetica.
Qui i ricercatori hanno utilizzato un sistema denominato BrainEx per preservare il tessuto cerebrale riattivando la vascolarizzazione del cervello.

Il sistema BrainEx

Si tratta di un sistema di perfusione artificiale che pompa una soluzione sperimentale nel cervello e che va, essenzialmente, ad imitare la funzione del flusso sanguigno.
Grazie a questo sistema, ossigeno e sostanze nutritive sono giunte nuovamente ai tessuti e ciò ha permesso alle cellule cerebrali di ricominciare molte delle funzioni normali.

Cellule riattivate per 36 ore

Ad esempio le cellule cerebrali hanno iniziato a consumare e a metabolizzare gli zuccheri. A seguito di ciò, si è riattivato anche il sistema immunitario e alcune dei neuroni hanno anche risposto a dei farmaci.
I ricercatori sono riusciti a mantenere in questa condizione i cervelli di alcuni maiali per ben 36 ore ma c’è da specificare che nessuna attività cerebrale, intesa come attività sotto forma di segnali elettrici, è stata riattivata e che i cervelli si sono deteriorati normalmente.

Utilità di questa ricerca

Tuttavia i ricercatori sperano questa tecnologia possa innanzitutto servire per comprendere maggiori dettagli sul funzionamento del cervello e dei neuroni.
Inoltre potrebbe essere utile anche per creare nuovi percorsi di sviluppo per terapie legate al contrasto alle lesioni cerebrali, all’Alzheimer e ad altre condizioni neurodegenerative.

Studiare il cervello in tre dimensioni

Come descrive Stefano G. Daniele, uno degli autori dello studio, “In precedenza, siamo stati in grado di studiare le cellule nel grande cervello dei mammiferi in condizioni statiche o in gran parte bidimensionali utilizzando campioni di tessuto di piccole dimensioni al di fuori del loro ambiente nativo. Per la prima volta, siamo in grado di studiare il grande cervello in tre dimensioni, il che aumenta la nostra capacità di studiare complesse interazioni cellulari e connettività.”

Possibile su esseri umani?
Naturalmente il primo pensiero va alla possibilità relativa ad un approccio del genere applicato ad un cervello umano. I ricercatori sottolineano che la soluzione chimica utilizzata dal sistema BrainEx non contiene diversi elementi diversi nutrienti presenti nel sangue umano, cosa che rende questo approccio sperimentale al momento non applicabile alla cervello di esseri umani.
Tuttavia, gli stessi ricercatori fanno notare che quand’anche questo approccio potesse essere effettuato su un cervello umano, esso andrebbe eseguito sotto stretta sorveglianza etica.

Ripristino della coscienza non era l’obiettivo

E inoltre, come specifica molto chiaramente Stephen Latham, direttore del Centro interdisciplinare di bioetica di Yale, “Il ripristino della coscienza non è mai stato un obiettivo di questa ricerca”.
A tal proposito, gli stessi ricercatori nel corso degli esperimenti erano pronti ad intervenire con l’utilizzo di anestetici o di altre sostanze onde fermare immediatamente l’attività elettrica cerebrale qualora questa fosse emersa in qualsiasi momento.

Fonti e approfondimenti

Articoli correlati

Condividi questo articolo

Disclaimer medico

Notizie scientifiche.it è un sito di notizie, non di consigli medici. Leggi anche il nostro disclaimer medico.

Rimani in contatto

Resta aggiornato su Facebook: clicca su “Mi piace questa pagina”

Commenta per primo

Rispondi