Civiltà extraterrestri, forse stiamo cercando nel posto sbagliato: ecco dove potrebbero trovarsi

Se la nostra Via Lattea è vecchia quasi 13 miliardi di anni e se il progresso tecnologico di una civiltà, come la nostra, è così veloce, allora perché, in tutto questo tempo, la nostra stessa galassia non brulica di pianeti abitati e civiltà ipertecnologiche che possono spostarsi senza particolari problemi da un luogo all’altro della stessa galassia? Si tratta di una domanda che è alla base del cosiddetto “paradosso di Fermi”, per il quale moltissimi scienziati, ricercatori o anche appassionati hanno proposto una loro risposta o soluzione.

Forse abbiamo cercato nei posti sbagliati

E una nuova soluzione al paradosso arriva da un nuovo studio condotto da un team di ricercatori guidato da Adam Frank, Jason Wright e Jonathan Carroll-Nellenback e pubblicato su Research Notes of the AAS.[2]
Come fa notare ScienceAlert, se esistesse una civiltà più vecchia di noi anche solo dello 0,1% dell’età della galassia, questa stessa civiltà sarebbe milioni di anni più avanzata (prendendo in considerazione la velocità dello sviluppo tecnologico di cui siamo testimoni qui sulla Terra).
Secondo i ricercatori è probabile che abbiamo cercato nei posti sbagliati. Il ricercatore, insieme ai colleghi, ha realizzato complesse simulazioni al computer giungendo alla conclusione che l’area della nostra galassia che vanta le probabilità migliori di ospitare una civiltà intelligente extraterrestre è il nucleo, ossia l’area centrale, quella più brulicante di stelle e dunque anche di pianeti.

Il movimento delle stelle faciliterebbe colonizzazione

Inoltre questa nuova simulazione mostra che lo stesso movimento delle stelle nella nostra galassia faciliterebbe lo spostamento di navi e di sonde agevolando la colonizzazione da parte di un’ipotetica civiltà intelligente extraterrestre. Questo significa che questa ipotetica civiltà potrebbe diffondersi molto più velocemente, nella nostra galassia, rispetto a quanto ipotizzato precedentemente.
Un’ipotesi molto in voga, infatti, suggerisce che, constatata l’enorme dimensione della nostra galassia, una colonizzazione di tipo galattico su larga scala avverrebbe su tempi enormi, probabilmente maggiori dell’età della nostra stessa galassia. In sostanza, secondo questa teoria, non c’è stato tempo affinché una civiltà possa essere riuscita a diffondersi in tutta la galassia o quasi.

La simulazione

Il nuovo studio prende in considerazione una ipotetica civiltà che usa delle navi spaziali che viaggiano ad una velocità più o meno paragonabile a quella delle nostre attuali navicelle spaziali più veloci, ossia 30 chilometri al secondo. Inoltre la simulazione prende in considerazione un tempo di 100.000 anni dal momento in cui la navicella giunge su un pianeta fino alla creazione di una vera colonia e all’organizzazione di una nuova spedizione di una nave su un altro pianeta vicino.
L’autonomia di questa ipotetica navicella, che viaggia di mondo in mondo ogni 100.000 anni, è di 10 anni luce mentre il suo viaggio può durare fino a 300.000 anni. Inoltre la colonia formatasi dura circa 100 milioni di anni prima di estinguersi e scomparire ma nella simulazione viene inserita anche la possibilità che questa stessa colonia possa essere reinsediata se un’altra colonia viene fondata nelle vicinanze.

Risultato tasso di colonizzazione molto alto, in particolare al centro galattico

In base a questi fattori simulativi, il tasso di colonizzazione, considerando anche la rotazione della galassia e il movimento delle stelle, è molto più alto di quanto stimato dalle teorie “vecchie” e l’area più colonizzata risulta essere quella del centro galattico. Anche facendo stime molto conservative, i ricercatori giungono alla conclusione che la maggior parte della Via Lattea potrebbe essere colonizzata da una civiltà tecnologica in meno di mezzo miliardi di anni. Si tratta di un periodo che rappresenta solo una frazione dell’età della Via Lattea.
D’altronde il centro della nostra galassia, secondo le teorie degli astronomi, dovrebbe essere strapieno di pianeti molto vecchi. Inoltre una ipotetica civiltà molto avanzata potrebbe attingere l’energia per questi enormi sforzi tecnologici dal buco nero supermassiccio che si trova al centro.

Dunque perché non vediamo nessuno?

Ma allora perché non vediamo nessuno nel nostro quartiere cosmico? La simulazione fornisce comunque qualche risposta: è possibile che diverse ed estese parti della nostra galassia non siano state mai colonizzate o visitate e noi potremmo far parte proprio di una di queste aree. Colonizzare anche queste regioni, che pur conterrebbero dei mondi abitabili, sarebbe una cosa semplicemente troppo inefficiente e, per una ipotetica civiltà ipertecnologica, sarebbe molto più utile ed efficiente colonizzare pianeti già colonizzati ma la cui civiltà è poi scomparsa con il tempo piuttosto che andare alla ricerca di pianeti molto più lontani.
Inoltre se le civiltà colonizzatrici sono più di una, è probabile che esse siano in competizione per le risorse e che tendano a non entrare troppo in contatto tra loro per evitare scontri e ciò potrebbe limitare, in qualche modo, il loro raggio d’azione.

Video

Note e approfondimenti

  1. Simulations Reveal The Most Likely Place For a Galactic Civilization in The Milky Way (IA)
  2. The Dynamics of the Transition from Kardashev Type II to Type III Galaxies Favor Technosignature Searches in the Central Regions of Galaxies – IOPscience (IA) (DOI: 10.3847/2515-5172/ac0910)

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